CERCHIO L'esercito di pendolari marsicani torna a protestare sulla situazione dei treni sulla linea Roma-Pescara. Dopo l'entrata in vigore dei nuovi orari, che riducono per diverse corse il tempo di percorrenza, i problemi continuano a tartassare il tratto fra la Marsica e la Capitale da un lato, e tra la Marsica e Pescara dall'altro. Duecento marsicani, che ogni giorno si mettono in viaggio per raggiungere Roma, hanno firmato una petizione da inviare ai Comuni del territorio serviti dalla linea, per fare in modo che i consigli comunali deliberino la richiesta di un serio intervento da parte del servizio regionale dei trasporti. Secondo Giuseppe Ciotti, del Comitato pendolari della Marsica Orientale, «il recente cambio di orario ha introdotto alcune modifiche di notevole importanza per l'area metropolitana di Roma, mentre penalizza ulteriormente i collegamenti della capitale con Pescara e le aree interne». «Dopo l’incontro-farsa tenutosi a Tagliacozzo il 12 maggio tra l'assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, forze politiche locali e pendolari, è oramai evidente il disegno politico volto a sconvolgere l’assetto del trasporto locale mediante lo smantellamento del servizio ferroviario sulla tratta Roma-Pescara», hanno spiegato i pendolari nella petizione, «a fronte delle insistenti richieste dei pendolari di apportare interventi migliorativi a costo zero, Morra ha cercato di giustificare l’ulteriore peggioramento del servizio». I pendolari parlano di «un atteggiamento inqualificabile, come incomprensibile appare la totale inerzia degli uffici regionali del trasporto, di fronte alla possibilità di adottare misure di puro buon senso a costo zero, come quelle che sono state avanzate dai pendolari, se non fossimo consapevoli del lucido disegno che va delineandosi, inteso a trasformare una preziosa, anche se datata linea ferroviaria, in un’appendice della linea metropolitana Roma-Tivoli». Secondo Vincenzo Giovagnorio, del Comitato pendolari marsicano, «gli incontri con l'assessore Morra hanno portato ad alcuni miglioramenti del servizio ferroviario, riscontrati sulla carta nel nuovo orario reso pubblico lo scorso 10 giugno. Tuttavia», continua Giovagnorio, «tali positivi risultati, di cui si è preso atto, sono stati inficiati dai quotidiani e gravi ritardi e soppressioni che proprio dalla data di entrata in vigore del nuovo orario non hanno cessato di verificarsi quasi per tutti i treni». Tale situazione è stata di nuovo segnalata a Morra «perché si adoperi con Trenitalia al fine di risolvere ogni problema e di tornare alla normalità».