Sulla spending review, muro dei sindacati. Camusso: inaccettabili gli interventi su statali e sanità
ROMA Il decreto per la spending review su cui è al lavoro il commissario Enrico Bondi, arriverà a breve in Consiglio dei ministri. Ma non sarà discusso nella riunione di oggi. Sull’intero pacchetto di tagli il mistero è fitto se si escludono le indiscrezioni che riguardano sanità o abolizione di province. Il governo è anche impegnato sul fronte della riforma del lavoro: ieri il ministro Fornero è intervenuto alla Camera che, da oggi sino al 27, comincerà a votare le quattro fiducie al provvedimento. Contro il quale la Cgil, da sola, ha organizzato scioperi, sit in e mobilitazioni in tutte le regioni. La spending review procede invece lentamente. Ieri è saltato il tetto per le pensioni d’oro per i gran commis. La proposta di modifica al decreto legge sulla revisione di spesa, a firma del deputato Pdl Guido Crosetto, ha ricevuto il parere contrario del governo che si è però impegnato ad affrontare il problema. L’emendamento prevede che le pensioni d’oro non possono superare i 6000 euro mensili col sistema retributivo. In caso di cumulo l’ammontare complessivo non potrà superare i 10 mila euro.Inoltre un emendamento dell’Idv indica a presidenza della Repubblica, Camera e Corte costituzionale di contenere i costi. I sindacati hanno cominciato a erigere un muro in difesa del lavoro pubblico. Il governo ha preferito rinviare al 2 luglio, dopo il Consiglio europeo la riunione, già convocata per il 27, con Chil, Cisl e Uil. Si parla di tagli e risparmi per 7-10 miliardi che dovrebbero scongiurare il minacciato aumento del 23% dell’Iva a ottobre. Lo ha confermato il vice ministro all’economia Grilli spiegando che nel mirino c’è la riduzione «delle spese dello Stato per poter abbassare, fra le altre cose, il peso fiscale e quindi evitare un aumento dell’Iva». Ma i sindacati vogliono vederci chiaro. Luigi Angeletti, segretario della Uil, non esclude uno sciopero «per chiedere al governo di andare a casa». Sui contenuti della revisione della spesa è fortemente allarmata Susanna Camusso che giudica «inaccettabili» nuovi interventi sul pubblico impiego e sulla sanità. «Tagli lineari alla sanità sarebbero insopportabili - ha detto il leader della Cgil - Già ora non ce la si fa a garantire le prestazioni essenziali». Martedì comunque i lavoratori del pubblico impiego si mobiliteranno sui indicazione dei sindacati confederali con due ore di assemblee nei posti di lavoro. L’altolà al governo, ha spiegato Camusso, riguarda i paventati tagli alle risorse sanitatrie. Proprio sulla sanità il ministro Balduzzi, se il decreto sulla spending review dovesse tardare, è pronto a presentare un decretone. Il ministro non parla di tagli ma di «uso più oculato delle risorse» che dovrà far restare nelle casse dello Stato, circa un miliardo di euro.