L'AQUILA - Ci sarà allora la riduzione delle Province che il Governo Monti ha posto in agenda nell'ambito della spending review ? E quanto rischiano Pescara e Teramo? E' questa seconda domanda quella che intriga di più, anche se lascia piuttosto scettici quando si scende sul terreno pratico. Come è possibile, infatti, cancellare la Provincia a Pescara che è sede di uffici regionali ed è la città più popolosa d'Abruzzo? E Teramo è davvero pensabile aggregarla al capoluogo adriatico a cui non è per nulla omogenea per vocazioni, tradizioni e cultura?
Tuttavia, che il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi, autore del cosiddetto Piano B (se le Province non è possibile eliminarle tutte, allora accorpiamole) ha ideato un criterio basato su popolazione, estensione di territorio e numero di comuni, che ridurrebbero da quattro a due le Province abruzzesi: via Pescara che non ha i requisiti degli abitanti (315mila), del territorio (1.190 chilometri quadrati), e del numero dei comuni (46), e via Teramo che ha più o meno numeri analoghi: 305mila abitanti, 1.951 chilometri quadrati e 47 comuni.
Il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa non è per niente d'accordo: «Sono del parere che le Province debbano rimanere e che eliminarle è in fondo un errore. Vanno certo riorganizzate e ridefinite le loro deleghe. Devono essere invece soppressi gli enti intermedi, quelli che comportano le spese maggiori. E' stato calcolato che i risparmi che potrebbero aversi con questa riorganizzazione sarebbero 22 volte superiori a quelli che si otterrebbero con la soppressione delle Province o dalla loro aggregazione». Per Testa accorpare Pescara con Teramo, sarebbe un controsenso «quando un progetto di unione di servizi lo stavamo facendo con Chieti. Questa idea di unione con Teramo mi fa soltanto sorridere». Roberto Santuccione, presidente dell’associazione Pescara capoluogo d’Abruzzo, la butta invece sul ridere pensando a una «Pescara sotto la Provincia di Chieti...benvenuti su Scherzi a parte! Pescara provincia di Chieti? E perchè non provincia di Atessa?»
La realizzazione del progetto di Patroni Griffi ha subito una brusca accelerazione pochi giorni fa nell’incontro tra l’Unione delle Province, lo stesso ministro e gli altri due ministri Cancellieri e Giarda. Il progetto cammina di pari passo con la nascita delle dieci città metropolitane, e dovrebbe portare a una riduzione dei costi di circa cinque miliardi di euro.