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Pescara, 13/06/2026
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Data: 27/06/2012
Testata giornalistica: L'Arena di Verona
Soldi ai bus , ultimatum alla Regione. Dopo le proteste dei cittadini, ora sono le istituzioni ad alzare la voce: Verona fanalino di coda nei contributi

I TAGLI DI LINEE. È ancora bufera per i tagli di linee degli autobus. Uniti all´aumento da 1,10 a 1,30 euro del costo dei biglietti, dall´1 luglio. Dopo le proteste dei cittadini che da un giorno all´altro si sono visti ridurre le corse e non hanno risparmiato i «j´accuse» ad Atv, Comune e Provincia, ora sono le istituzioni ad alzare la voce. E a lanciare l´ultimatum. Diretto in particolare alla Regione rea - secondo gli enti - di destinare molti meno contributi alla provincia scaligera rispetto ad altre, su tutte Venezia. Verona - sostengono - è fanalino di coda nazionale, quanto a contributo medio pro capite per il trasporto pubblico locale, come il Veneto. Da una tabella diffusa da Atv - sulla base di dati 2010 dell´Asstra, l´Associazione nazionale che raggruppa le aziende di trasporto pubblico - risulta infatti che il contributo medio pro capite del Veneto è di 58,20 euro, a fronte di una media nazionale di 71,93. Il contributo medio destinato a ogni cittadino veronese è invece di 36,43 euro, quindi 21,77 in meno della media veneta e 35,5 euro sotto la media nazionale; in pratica, metà. Così Atv, Comune e Provincia lanciano un appello «affinché ogni rappresentante veronese nelle istituzioni si faccia carico di individuare percorsi e soluzioni che consentano ai veronesi di beneficiare di una rete di trasporto pubblico adeguata alle esigenze di una città di livello europeo come Verona». È il messaggio di Atv con il presidente Massimo Bettarello, il direttore generale Stefano Zaninelli e il consigliere di amministrazione Luciano Perdomini, diffuso in municipio alla presenza dell´assessore comunale alla mobilità Enrico Corsi e di quello provinciale Gualtiero Mazzi. Atv, con minori risorse, ha così tagliato 400mila chilometri di percorrenza in città, per l´estate, di cui 70mila subito reintegrati grazie a un contributo del Comune. Atv contesta la disparità di trattamento anche a fronte della sua gestione. A partire dal dato sul rapporto fra costi operativi e ricavi da traffico, un valore fissato per legge al 35 per cento: Atv Verona va oltre al 45 per cento, quindi è virtuosa, rispetto a una media nazionale del 24 per cento. «Il paradosso è che siamo virtuosi nella gestione, ma anche penalizzati nei trasferimenti», dicono Bettarello e Zaninelli. «D´altra parte, non essendo la gestione del trasporto pubblico in regime di libero mercato, il riconoscimento o meno delle percorrenze ammesse a contributo dipende esclusivamente da scelte di carattere politico, spesso slegate da logiche gestionali e dalle effettive esigenze di mobilità, che si giocano fuori dalla nostra città». Corsi: «Se sarà necessario adotteremo forme di protesta contro queste ingiustizie. L´Amministrazione comunale ha già chiesto ad Atv di tagliare le spese accessorie, seppur ormai minime, e di predisporre un nuovo piano per il controllo dell´abusivismo, azioni mirate ma che non risolveranno certo il problema economico». L´assessore provinciale Mazzi sottolinea che «se ci fosse stato un piano serio e concreto per ripartire i fondi a disposizione per il trasporto pubblico, quest´estate, a Verona, non ci sarebbero stati dei tagli così pesanti. Noi abbiamo fatto la nostra parte, convocando una commissione in Provincia con tutti i consiglieri regionali, ma ora sta a chi di dovere appianare le diseguaglianze, non supportate da reali necessità». Messaggio rivolto all´assessore regionale ai trasporti

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