Iscriviti OnLine
 

Pescara, 13/06/2026
Visitatore n. 754.930



Data: 27/06/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il pasticcio Filovia - Rischio stop per il cantiere settimana decisiva per Filò. Il 3 luglio il progetto torna all’esame di impatto ambientale (Guarda il video)

Come un maratoneta costretto a tornare allo start dopo essere giunto a un passo dal traguardo. Vedremo se il destino della filovia sarà questo, perché il 3 luglio il comitato Via della Regione dovrà decidere in base alle osservazioni sottoposte dai periti della procura. E a questo punto le opzioni sono tante: rinviare il progetto alla valutazione di impatto ambientale, come chiesto dal Wwf; metterci una pietra sopra con una bella sanatoria o confermare il pronunciamento del 2008, cioè l'esclusione del progetto da qualsiasi screenenig preliminare. Tutto nasce da qui, quando nel 2008 il comitato Via, su richiesta di associazioni ambientalisti, partiti (con in testa Rifondazione) e comitati civici fece sapere che in base alle leggi nazionali ed europee non c'era alcuna necessità di sottoporre il progetto della metropolitana leggera di superficie alla valutazione ambientale. Allo stesso modo si pronunciò otto mesi fa l'Autorità di vigilanza sugli appalti pubblici. Ora, a cose quasi fatte e dopo un decennio di battaglie sulla strada parco, arriva a sorpresa lo stop della procura. Che non ferma il cantiere ma, attraverso il pm Valentina D'Agostino, sottopone alla Regione le osservazioni dei suoi periti: primo, l'assenza di una valutazione sugli effetti che il passaggio del filobus produrrà sull'ambiente. Secondo, ragioni di sicurezza dettate sia dalle caratteristiche del manto stradale che dal sistema di guida vincolata del filobus, cioè la possibilità di guida anche senza autista a bordo (opzione che la Gtm ha comunque già escluso).
In attesa della decisione che il comitato Via prenderà il 3 luglio, il Wwf chiede intanto l'immediato stop dei lavori. Il presidente dell'associazione, Augusto De Sanctis ha ripercorso ieri le tappe di una vicenda che definire complessa è un eufemismo per le sue implicazioni politiche, tecniche e burocratiche, evidenziandone anche le contraddizioni: «E' singolare che la Regione sia costretta ad intervenire oggi su un progetto esecutivo, a lavori quasi ultimati, e non su quello preliminare come avrebbe dovuto. Ancora più singolare che il 15 luglio del 2008 lo stesso comitato informava che il progetto della filovia non rientrava neanche nelle tabelle di assoggettabilità Via, mentre ora i nodi arrivano al pettine». E c'è anche un altro comportamento che il Wwf giudica schizofrenico: «Nella stessa riunione del 3 luglio il comitato Via dovrà decidere sul terzo ponte del Saline, dove fummo proprio noi, curiosamente, a suggerire alla Regione di non far passare le auto ma i mezzi pubblici. Idem per il ponte sul Piomba. Questo anche per far capire che la nostra non è certo una battaglia contro la mobilità sostenibile, ma è palese che la scelta nella quale ci stiamo muovendo è illogica, senza rapportare il sistema della mobilità ad un progetto organico».
Loredana Di Paola intravede a questo punto anche una soluzione estrema: «Qualora non vi siano i presupposti per procedere in extremis alla procedura Via, l'unica possibilità sarebbe quella del ripristino dello stato dei luoghi, con tutto ciò che ne consegue sotto l'aspetto della responsabilità contabile». Insomma, si potrebbe anche decidere di smontare tutto. Ma, più ragionevolmente, il Wwf teme adesso quanto già accaduto con le cave: una bella sanatoria del comitato Via presieduto da Antonio Sorgi, come nel 2008, e composto da 14 membri. La Regione potrebbe aggirare così lo scoglio della legge 152/2006 sul codice dell'ambiente, a sua volta legata ad una serie di direttive europee. Gli ambientalisti però avvertono che un pronunciamento di questo tipo, trattandosi di un atto amministrativo, oltre che ad una figuraccia esporrebbe gli enti appaltanti a possibili ricorsi al Tar. E la giostra riparte.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it