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Pescara, 13/06/2026
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Data: 27/06/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Filovia, un progetto da accantonare

Direttore, nella sconcertante vicenda della mancata procedura V.I.A. per il progetto della filovia di Pescara (di qui il nome Filò scelto da Michele Russo), è certamente "strano" che il Comitato di Coordinamento Regionale VIA abbia potuto accogliere integralmente le motivazioni dell’ex presidente della GTM Spa, dottor Roberto Renzetti, formulate in una lettera del maggio 2008 indirizzata al Dirigente architetto Antonio Sorgi, sull’opportunità di escludere l'opera dalla prescritta "Verifica di Assoggettabilità", rimettendosi comunque alle conclusioni del Comitato. Con quella nota, il predetto amministratore – come riportato da “il Centro” nel puntuale pezzo di Pietro Lambertini – conseguì, il risultato di sottrarre il progetto a una procedura troppo spesso considerata dai dirigenti pubblici un inutile intralcio burocratico, posto che la filovia costituisca – a parere del Dottor Renzetti - un sistema di trasporto a "guida libera” e ad alimentazione vincolata, pertanto esclusa dalla procedura medesima. In ciò, omettendo invero di considerare che il costosissimo rotabile acquisito sia per contro dotato di "guida vincolata" ancorché “immateriale”, che ne fa un vero e proprio "tram su gomma", in adesione alla nota definizione divulgata sin dal 2004 sul conto del “Phileas”, inevitabilmente ricompreso nella categoria dei rotabili soggetti a procedura V.I.A. per le peculiari caratteristiche tecnologiche in dotazione al futuribile filobus. Per questo motivo, è del tutto incomprensibile che il management della GTM non conoscesse per nulla tale definizione, fino al punto da indurre in errore il Comitato VIA. Quanto al fatto ancor più grave, onde il sofisticato sistema innovativo di guida elettronica sia fin qui risultato non funzionante negli specifici test di sperimentazione (si veda, da ultimo, il caso della città di Douai), è preoccupante che nessuno dei responsabili della GTM Spa avvicendatisi nel tempo nella gestione tecnica e amministrativa dell’azienda, abbia ritenuto di tenerne il debito conto, in tal modo esponendo l'opera al rischio tangibile dell'inidoneità a conseguire il "Nullaosta definitivo per la Sicurezza". In termini più espliciti, l'assunto potrebbe comportare – come inevitabile conseguenza - che il rotabile sia esposto concretamente al rischio di non poter mai entrare regolarmente in esercizio, considerato che - nel frattempo - è stata pure accertata l'inidoneità strutturale del “tracciato dedicato”, palesemente inadeguato a reggere il peso rilevante del mezzo e ad assicurare l'ancoraggio stabile dei magneti in dotazione all'innovativo sistema di guida elettronica, dall’incerto complesso funzionamento. Bene ha fatto quindi la Procura di Pescara a intervenire saggiamente sull’annoso problema. E’ pertanto lecito ritenere che nella riunione del prossimo 3 luglio, benché la stessa sia stata irritualmente indetta in forma riservata, il Comitato di Coordinamento Regionale VIA - convocato ai sensi dell'art. 29 (Controlli e Sanzioni) del cosiddetto Codice dell'Ambiente - dovrebbe prioritariamente preoccuparsi delle "sanzioni", in piena conformità al dettato legislativo, salvo poi entrare nel merito delle questioni sollevate dai Consulenti della Procura. In ogni caso, sembra che sia arrivato finalmente il tempo di accantonare il sovradimensionato progetto della filovia di Pescara, inutilmente costoso, persino dannoso e non funzionante, oltre che inidoneo a entrare regolarmente in esercizio a fini di sicurezza, imposto ostinatamente alla Città contro la volontà di gran parte dei cittadini, deliberatamente esclusi da qualsiasi forma di partecipazione democratica alla definizione del progetto esecutivo dell’opera. La provvidenziale iniziativa adottata dalla Procura ha certificato siffatta responsabilità. Cordiali saluti.

Ivano Angiolelli
Maurizio Biondi

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