Trasporti. Il passaggio sulla strada parco sottoposto alla valutazione d’impatto ambientale
Semaforo rosso per Filò senza la Via. Non è un gioco di parole, ma la nuda e cruda realtà di un progetto andato avanti senza la Valutazione d'impatto ambientale. E il 3 luglio, il comitato Via della Regione dovrà decidere in proposito dopo la perizia richiesta dalla Procura su esposto del Wwf. «Ci aspettiamo lo stop dei lavori per evitare pasticci ulteriori, - ha detto senza mezzi termini il responsabile provinciale Augusto De Sanctis - saremmo perplessi invece se il comitato dovesse optare per una Via in sanatoria, procedura seguita in altre occazioni che non ha sanato un bel nulla. Il finanziamento per realizzare la filovia fu concesso per un trasporto pubblico innovativo a guida vincolata. Per questo tipo di trasporto la legge 152/ 2006, il Testo unico sull'Ambiente, parla chiaro: occorre la Via, mentre se il mezzo non fosse a guida vincolata la Regione non avrebbe avuto neanche il finanziamento. Una terza scelta non esiste». Affiancato da Loredana Di Paola, con gli esponenti del comitato "No filovia" ad ascoltare attentamente (Antonella De Cecco, Ivano Angiolelli e Maurizio Biondi), De Sanctis ha ricordato che «nel 2008 (presidente della Gtm era Donato Renzetti), in una fase molto avanzata del procedimento, quella del progetto esecutivo, si è svolto un singolare esame nel comitato Via presieduto dal dirigente regionale Antonio Sorgi. Il proponente, la Gtm, suggeriva che il progetto non rientrava tra quelli per i quali era necessario avviare l'iter di assoggettabilità a Via. Una procedura importantissima che assicura, quindi, trasparenza e partecipazione. Il comitato accettò acriticamente tali argomentazioni che, invece, apparivano del tutto prive di fondamento in quanto la stessa Gtm definiva, nei documenti progettuali, la filovia quale mezzo a guida vincolata per il quale è necessario, come detto, l'avvio della procedura di screening per la Via». Loredana Di Paola, da parte sua, sottolinea le numerose criticità del progetto «fra le quali ci sono la stabilità del manto stradale, tuttora da verificare, la messa in sicurezza del tracciato, l'accessibilità per i disabili e altro ancora». Mentre esulta per la cena vinta a Michele Russo ( «Il presidente della Gtm aveva scommesso che non ci sarebbe stato bisogno della Via, ora aspetto che offra la cena...»), De Sanctis si rammarica «per il cattivo funzionamento del comitato Via (14 membri di nomina regionale guidati da Antonio Sorgi) che esamina in ogni seduta decine di progetti. senza che i suoi componenti conoscano a fondo le carte sulle quali devono prendere decisioni cruciali per la collettività abruzzese». Stavolta, ammonisce, non può finire a tarallucci e vino «perché il perito della Procura è lo stesso che ha stoppato il progetto Civis a Bologna». In caso contrario, il Wwf è pronto ad andare avanti nella sua battaglia riccorendo al Tar.