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Pescara, 19/06/2026
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Data: 27/06/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Politica in fermento - A giorni il nuovo partito del Cavaliere. Silvio furioso per i “no” alla sua candidatura. Il fido Volpe Pasini: «Gasparri e gli altri solo mummie»

ROMA Berlusconi pronto a scaricare tutti i colonnelli per lanciare un nuovo partito. Pdl in crisi di nervi per le indiscrezioni che danno ormai per certa la nascita della nuova formazione “fai da te” del Cavaliere. A giorni, l’ex premier lancerà la nuova «creatura» destinata, secondo lui, a raccogliere da sola il 30% del voto dei moderati. Galvanizzato dai sondaggi che la fidata Alessandra Ghisleri ha raccolto per lui e che lo danno in crescita di consensi da quando ha cominciato la campagna per uscire dall’euro o cacciare la cancelliera tedesca Angela Merkel, Berlusconi ha messo a punto con i suoi più fidati consiglieri di oggi la strategia per abbandonare i colonnelli e Alfano al proprio destino. Un destino che vedrà l’ex primo partito italiano frantumarsi in tre rivoli. I berluscones doc che seguiranno l’ex premier nella nuova avventura, l’ala moderata dei Pisanu e dei Frattini destinata a incronciare il proprio destino con quello di Pier Ferdinando Casini, e gli ex di An che potrebbero dar vita con Francesco Storace a un partito della destra sul modello Le Pen. Con Vittorio Sgarbi e Diego Volpe Pasini, il creatore della Rosa tricolore, progetto per un nuovo movimento presentato da Berlusconi nei giorni scorsi, l’ex premier sta preparando quello che pensa potrà essere il colpo di scena del suo ritorno in prima fila. Berlusconi è irritatissimo per le prese di distanza di gran parte del vertice del Pdl dalla sua linea barricadera. «Il 75% dei nostri elettori non digeriscono l’appoggio al governo Monti», ripete come un mantra ai suoi. Se vogliamo riconquistare la fiducia del nostro popolo dobbiamo staccare la spina, facendo attenzione a trovare un escamotage per il quale la responsabilità di una crisi non ricada solo su di noi. Il Cavaliere sa che far cadere il governo è un azzardo ma è convinto che sia l’unico modo per risalire la china che dà il Pdl al minimo storico. «Le primarie? Servono per il Pdl di Alfano non per la futura coalizione», dice Volpe Pasini in un’intervista a “La zanzara”. «E siccome tutti quelli che appoggiano Alfano vogliono che Berlusconi finisca ai giardinetti, allora si facciano le primarie da soli. Non si candiderà nessuno, né la Santanchè, né Galan, né Sgarbi né nessun altro». «Alfano è sostenuto da persone, i colonnelli, che vogliono solo ricandidarsi dopo 30 anni e che vogliono essere sicuri di rimanere lì: qualsiasi ipotesi di rinnovamento del centrodestra passa dal fatto che se ne vada gente come Gasparri, una roba mummificata, stantìa, vecchia», aggiunge. Poi ecco il de profundis per mezzo partito. «Quelli del Pdl che vanno più spesso in tv sono pochi e sono Cicchitto, Gasparri, la Meloni, l’immacolata Carfagna che ora non vuole più Berlusconi candidato ma sono distanti dal nostro popolo: quando li vediamo spegniamo subito».

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