Due aziende incaricate di verificare la tenuta del tracciato
Sul tavolo della Gtm c'è una pila di ricorsi contro la filovia e Michele Russo era rassegnato allo stop dei lavori se uno degli esposti fosse andato a segno. Cosa che è accaduta puntualmente con l'esposto del Wwf che sarà discusso martedì prossimo a L'Aquila, per valutare se sia o meno necessario la Via, la Valutazione di impatto ambientale. Per questo motivo, il presidente dell'ente appaltante aveva detto alla Balfour Beatty (impresa vincitrice dell'appalto) di non andare troppo avanti con i lavori e di fermare, in particolare, l'installazione sulla strada-parco dei magneti che danno al Filò la direzione di marcia, dal momento che si tratta di un mezzo a guida vincolata. Già, perché il ricorso del Wwf verte proprio sulla necessità della Via se è vero come è vero che il Filò è un mezzo a guida vincolata e proprio per questa caratteristica ha ottenuto il finanziamento statale. «A scanso di equivoci - spiega Russo - ho detto ai tecnici della Balfour Beatty di aspettare. Se il comitato Via dirà che la Via è essenziale non ha senso proseguire nei lavori per poi dover smontare le strutture. Allora è meglio aspettare qualche giorno. A ogni modo siamo pronti a fare quanto ci verrà chiesto, quindi anche a produrre la Via che richiederà qualche mese di tempo e, comunque, non inficerà la validità dell'intero progetto». Domanda da pochi centesimi: ma se c'erano questi problemi non era più logico fermarsi prima e fare tutto a regola d'arte? «Ma voi davvero pensate che io abbia fatto tutto senza consultare nessuno? - ribatte Russo - Tutti gli avvocati consultati mi hanno dato lo stesso parere: non potevo in alcun modo fermare i lavori, se lo avessi fatti sarei andato contro la legge. Viceversa, in presenza di una richiesta formale di un organismo della Regione, i lavori saranno stoppati. Tempo qualche mese, la Via sarà completata e non sarà, come dice il Wwf, una procedura in deroga, anomala rispetto a quanto prevede il Testo unico sull'Ambiente». Chiamato a rispondere in Commissione di Vigilanza (presieduta da Camillo D'Angelo) sul caso-Ironman, Russo ha allargato il discorso ai problemi della mobilità cittadina focalizzando il discorso sul progetto filovia che lui è sicuro di portare a termine senza soverchi problemi. Ad esempio, sulla questione del fondo stradale (anch'esso oggetto dell'esposto in Procura), Russo ha precisato che «la Gtm ha incaricato due aziende di effettuare sopralluoghi sull'ex tracciato ferroviario per verificare la tenuta del tracciato. Siamo in attesa di una risposta, ma ho ragionevoli motivi per ritenere che non sarà necessario rifare il manto daccapo». Costi che, ha sottolineato D'Angelo, «sono di competenza del Comune, che invece è sempre stato latitante in materia».