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Pescara, 13/06/2026
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Data: 30/06/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Politica regionale - Masci: «Avevo ragione sulla crisi dei partiti» Parla l’assessore, tra i primi a credere nei movimenti

E' quello che dice anche Grillo.
«Non solo lui. In questi giorni anche molta gente che viene dai partiti tradizionali fa discorsi dello stesso tipo, che mi sembrano però tardivi e un po' opportunistici. Il lavoro che abbiamo fatto in questi anni è del resto nei numeri: il 13% a Pescara, il 10,5% in provincia, quasi l'8% nella regione».
Anche in Abruzzo il centrodestra sta vivendo un momento di grande difficoltà, la luna di miele con gli elettori, dopo quel 2008 che spazzò via a colpi di inchieste giudiziarie autorevoli esponenti del Pd, da Ottaviano Del Turco a Luciano D'Alfonso, sembra finita. Come si muoverà la sua lista in vista dei prossimi appuntamenti elettorali?
«Intanto registriamo un dato: il 2008 ha fatto emergere una nuova classe dirigente in Abruzzo, come accadde nel '92 dopo Tangentopoli. E questo è avvenuto trasversalmente, sia nel centrodestra che nel centrosinistra».
Con quali risultati, secondo lei?
«Questa nuova classe dirigente ha dovuto affrontare una situazione emergenziale senza precedenti. Diciamo che nel 2008 le condizioni dell'Abruzzo erano quelle della Grecia di oggi, mentre dopo il risanamento dei conti la nostra regione è considerata un esempio: una delle prime quattro ad avere chiuso il bilancio della sanità in attivo».
Quindi la sua lista continuerà ad essere organica al centrodestra?
«Nell'ultimo congresso del Pdl abbiamo lanciato una sfida: confrontarsi con le liste civiche per liberare questo partito ingessato dall'interno e aiutarlo a ricreare lo spirito del '94 che caratterizzò Forza Italia. Non tutti hanno però intuito sino in fondo le nostre intenzioni».
Lei ha anche rivendicato per la città di Pescara un ruolo guida nella regione, che manca da tempo. Con queste premesse il suo futuro è ancora a Palazzo delle Aquile o in Parlamento?
«Il futuro di Masci, come sempre, lo decideranno gli elettori. Sul ruolo di Pescara sono intervenuto in base a questa nuova normativa che potrebbe farla sparire come Provincia. La mia idea è che non si può usare l'accetta su un assetto istituzionale che risale al 1861, senza tenere conto che Pescara è oggi il cuore strategico dell'Abruzzo, su cui gravitano i territori di Francavilla, San Giovanni Teatino, Silvi. La città che per posizione geografica ha sicuramente le maggiori potenzialità. Semmai dobbiamo rivedere gli aspetti della governance dei servizi del territorio, guardando avanti e non indietro».

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