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Pescara, 13/06/2026
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Data: 30/06/2012
Testata giornalistica: Il Centro
D’Alessandro: il Pd si candida alla guida del nuovo Abruzzo. Incontro questa mattina a Pescara con Dario Franceschini «Dobbiamo dare risposte ai cittadini abruzzesi»

PESCARA Il capogruppo del Pd in Regione Camillo D'Alessandro chiama a raccolta oggi dirigenti, amministratori e militanti del partito (ore 10 Auditorium De Cecco, Pescara) per parlare di crisi, di Abruzzo e di elezioni regionali. Con lui ci sarà il capogruppo alla Camera Dario Franceschini , leader di AreaDem, la componete nata in occasione delle primarie con Bersani e il segretario regionale Silvio Paolucci. D'Alessandro cosa vi proponete con questa iniziativa? «E' in atto una grave crisi economica, sociale e politica. E' dovere della classe dirigente indicare la via d'uscita. Presenteremo l'idea del nuovo Abruzzo, una "Regione funzione", con cuore e cervello, contrapposta, all'attuale modello di "Regione figurante", quasi neutrale e passiva rispetto a ciò che accade». Qual e' lo stato di salute della regione? «Stiamo vivendo la più grave disarticolazione del tessuto produttivo della nostra regione. Penso a insediamenti come Denso, Pilkington , Honda e Sevel, Micron. Alle multinazionali vanno forniti argomenti veri per restare qui, anticipando bisogni e concordando misure». Oggi non è così? «L'incapacità dei poteri locali di non essere all'altezza è data dalla fotografia del porto di Pescara: la filiera istituzionale Comune-Provincia-Regione ha prodotto fango». Oggi al De Cecco inizierà la campagna elettorale del Pd per le regionali? Lei si sente in corsa? «A me interessa dare un contributo per la definizione dell'identikit del candidato che a mio giudizio deve essere in grado di fare la maggiore sintesi possibile nella comunità regionale, prima che nella ristretta comunità politica; deve essere conoscitore profondo dell'Abruzzo e delle sue dinamiche». Teme questo clima di antipolitica? «L'antipolitica nasce proprio dalla idea diffusa della inutilità della politica e dei partiti, nel mantenere gli impegni che si assumono». A proposito del ruolo dei partiti, sia l’assessore Gatti che il consigliere De Matteis li considerano finiti. E lei per De Matteis sarebbe con Luciano D’Alfonso uno dei più attrezzati per affrontare questa nuova fase della politica. «De Matteis pone un tema serio e non strumentale , che non significa superamento dei partiti, ma sfida al sistema dei partiti che per troppo tempo si sono occupati di riempire le caselle con nomi e cognomi». È d’accordo con l’idea che i partiti debbono guardare oltre gli steccati dell’appartenenza? «Si può e si deve cercare tutte le convergenze possibili. l'Abruzzo è uno solo. Per troppo tempo è stato depredato. Ora basta». Il coordinatore del Pdl Filippo Piccone, ritiene imprescindibili partiti per la vita democratica. «Ha ragione, ma la crisi della rappresentanza nasce da quando i partiti hanno smesso di essere il luogo della elaborazione del progetto che prevedeva una precondizione, la conoscenza dei problemi. Se una cosa non è percepita come utile per la vita collettiva poi la comunità la rimuove». Esiste un problema di ricambio generazionale delle classi dirigenti? «Il rinnovamento non si fa bruciando la stiva della nave pur di mettersi al timone, nè chiedendo gentili concessioni. La mia generazione ha il dovere, non solo il diritto, di occuparsi del proprio tempo candidandosi a conquistare la funzione della rappresentanza»

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