Iscriviti OnLine
 

Pescara, 13/06/2026
Visitatore n. 754.930



Data: 30/06/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Ricostruzione a L'Aquila - Una tassa di scopo e limiti alle imprese Novità e polemiche. La norma per L’Aquila non è ancora stata ufficializzata ma i costruttori già avanzano molte perplessità

L'AQUILA Nel 2009 il sindaco Massimo Cialente la chiese a gran voce ma il governo Berlusconi non volle nemmeno sentir parlare della istituzione di una tassa di scopo. Oggi, cambiato governo, con una crisi che non permette voli pindarici l'esecutivo a guida Mario Monti non solo ha pensato a una tassa di scopo per la ricostruzione dell'Aquila ma l'ha inserita nella bozza di decreto legge che fra una decina di giorni dovrebbe approdare in parlamento. In queste ore la bozza è diventata, come spesso accade, il segreto di Pulcinella. Il decreto, secondo questa prima versione, si compone di otto articoli (all'interno dei quali ci sono una serie di commi). All'ultimo articolo il governo prevede di implementare i fondi dalla legge 24 giugno 2009 con le risorse derivanti da una tassa sulla benzina (in termine tecnico accise) e sul gasolio pari a 0,2 centesimi al litro per un periodo da oggi al 31 dicembre del 2027, cioè fra 15 anni e mezzo. Una misura necessaria perché, da alcuni conteggi, la cifra finora ufficialmente stanziata (anche se sarà liquidata negli anni), di 10 miliardi di euro, è palesemente insufficiente per ricostruire L'Aquila e si parla già di una somma intorno ai 16 miliardi di euro. Ma la bozza ha anche altre novità che stanno già sollevando polemiche. Ad esempio c'è il capitolo imprese. All'articolo sei c'è scritto che le ditte non possono prendere appalti superiori al valore di fatturato degli ultimi due anni. Insomma se una impresa nel 2010 e 2011 ha fatturato tre milioni di euro non può prendere lavori per una cifra superiore. Inoltre i subappalti sono limitati al 20 per cento del valore totale del cantiere, salvo le lavorazioni specialistiche. Questa cosa ha mandato su tutte le furie l'associazione costruttori. Il presidente Gianni Frattale ha scritto un una nota: «Se così fosse significherebbe decidere di favorire le imprese che hanno già grossi fatturati e sfavorire le imprese locali, per lo più piccole o medie, che non avrebbero possibilità di crescere. Si fa strada la vecchia idea di dividere la città in grandi lotti. Questa sarebbe una decisione politica di cui tenere conto politicamente». Frattale ricorda che «esistono altri metodi che non contraddicono le regole del libero mercato. Il rispetto dei tempi è garantito già alla stipula del contratto ed è valutato dal progettista. L'Ance si è dotata fin dall'inizio di sistemi di autoregolamentazione in questo senso, come il pacchetto fidejussorio per il rispetto dei tempi e della qualità delle opere; il contratto tipo per salvaguardare i diritti del cittadino; il rating per permettere di vagliare la professionalità delle imprese». Inoltre, sempre secondo il presidente Frattale, « bisogna tenere conto del fatto che l'importo totale dei lavori commissionati ad un'impresa va spalmato per tutti gli anni di durata della ricostruzione e non considerato come incasso annuale simultaneo». Ma nella bozza di decreto ci sono altre novità significative. Per esempio il diritto al contributo spetta agli eredi di una persona deceduta a prescindere da quando l'evento si è verificato (in una ordinanza invece la morte del "de cuius" veniva considerata _ ai fini del contributo agli eredi _ solo se avvenuta entro ottobre del 2009). Inoltre chi ricopre cariche elettive in uno dei Comuni del cratere non può essere progettista o direttore dei lavori in opere pubbliche o private. Quindi deve scegliere: o in Comune o sul cantiere. Una norma riguarda la ricostruzione delle seconde case ma solo nel centro storico dell’Aquila cosa che ha fatto storcere il muso ai sindaci dei Comuni minori. Insomma la discussione è aperta.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it