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Data: 01/07/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
I piani della Sangritana: una metro per San Vito

LANCIANO - Non ci saranno colate di cemento nell'area dell'ex stazione della Sangritana di Lanciano. Poi, l'intero quartiere del Mancino, su cui la ferrovia innalzava una barriera che la separava dal resto del centro urbano, verrà recuperato e ridisegnato nel contesto della zona ippodromo. Infine, la vecchia linea ferrata (da due anni è entrato in funzione il nuovo tracciato diretto Lanciano-San Vito) non verrà smantellata, ma utilizzata per una metropolitana San Vito-Lanciano-Crocetta. Sono i tre punti fondamentali del progetto complessivo che il presidente Pasquale Di Nardo presenterà ufficialmente nel convegno nazionale del 6 luglio prossimo, di cui anticipiamo le novità più interessanti. «Sono iniziative - spiega Di Nardo - che non a caso annunciamo adesso: siamo, infatti, nel centenario della fondazione della Sangritana. Era il lontano 1° agosto 1912 quando il primo treno si mosse sulla tratta Lanciano-San Vito Marina».
Ma vediamo le novità. «Dove adesso ci sono le officine - dice Di Nardo - verrà realizzato il museo storico della Sangritana, con i pezzi pregiati del passato e i modelli attuali, ricerche, scritti, testimonianze, foto, le storie di personaggi, delle motrici, delle carrozze, e di tutto ciò che ha avuto un ruolo nella vita dell'Ente, di cui adesso, non va dimenticato, l'azionista unico è la Regione Abruzzo».
«Il cemento - aggiunge Di Nardo - non toccherà neppure la palazzina della ex stazione. Al piano terrà verrà sistemata l'agenzia viaggi, al piano superiore ci saranno gli uffici della Ferrovia. Sotto il piazzale dove adesso sostano gli autobus di linea, puntiamo a realizzare un parcheggio interrato a due piani per 200 posti macchina, così andremo incontro anche al problema parcheggi della città. Altra decisione importante: è stata abbandonata l'idea di una strada al posto della vecchia linea ferrata. I binari non verranno smantellati, ma saranno utilizzati per una metropolitana di superficie San Vito-Lanciano-Castelfrentano-Crocetta. Questo ci pemetterà di abbattere le vecchie barriere di fronte all'attuale stazione e di recuperare al tessuto urbano il quartiere del Mancino».

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