Il premier incassa il plauso unanime della stampa estera
ROMA - La lettura della rassegna stampa internazionale di ieri mattina del dopo Consiglio Europeo, è stata la migliore soddisfazione che il premier Mario Monti sostiene di aver incassato da quando è a palazzo Chigi. Al di là dei toni calcistici e del toto-vincitore, il presidente del Consiglio si sente non poco gratificato dal fatto di essere indicato oltre frontiera come colui che più di tutti dimostra di credere nella rinascita dell’Europa che solo unita potrà svolgere un ruolo rispetto ai giganti, americano, cinese e sudamericano.
Anche ieri mattina Monti sosteneva con i suoi interlocutori che in realtà «non ha vinto nessuno se non il buonsenso», visto che si «è trovata una mediazione» tra i problemi della Spagna (le banche), dell’Italia (lo spread), della Francia (la crescita) e della stessa Germania che, da paese guida dell’Europa, rischia di ritrovarseli tutti addosso.
Soddisfazione ma nessun trionfalismo. Specie a danno della signora Merkel - che i giornali tedeschi definiscono sotto choc per essere stata costretta a cedere sul meccanismo anti-spread - e che Monti incontrerà mercoledì a Roma nel corso del tanto atteso e più volte rinviato bilaterale fra Italia e Germania, al quale parteciperanno una decina di ministri per parte. Nessun trionfalismo e nessun cedimento alla linea del rigore, anche per dimostrare all’Europa e ai mercati che il parafulmine messo a punto giovedì e venerdì al Consiglio europeo di Bruxelles non sarà la scusa per rallentare l’iter delle riforme.
Avanti, quindi, con la spending rewiev. Ovvero con i tagli alla spesa per recuperare solo per quest’anno 4,2 miliardi. Difficilmente il provvedimento vedrà la luce in settimana. L’intesa tra i ministri è ancora da approfondire e inoltre il presidente del Consiglio intende verificare sia l’andamento dei mercati, sia la disponibilità delle forze politiche che dovranno poi convertire in legge il decreto. Ieri mattina il presidente del Consiglio ha raccontato al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, la due giorni di Bruxelles e ha anche chiamato i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, per concordare con loro l’audizione di martedì e di mercoledì. La minaccia di dimissioni fatta alla Merkel durante il vertice, riportata ieri dal quotidiano spagnolo El Pais, viene smentita da palazzo Chigi. Così come l’ipotesi di una sorta di rimpasto di governo, tanto più assurda dopo il successo di Bruxelles, e forse inutile visto che i ministeri in questo momento chiave (Economia, Lavoro e Sviluppo Economico), risultano essere stati sinora strettamente funzionali alla strategia di Monti.
Non resta ora al governo che rinsererrare le fila e portare a casa il pacchetto di decreti che attendono la conversione prima della pausa estiva. Le resistenze delle forze politiche sono note, ma il risultato di Bruxelles potrebbe imporre un’accelerazione in modo da chiudere il Parlamento per ferie dalla seconda settimana d’agosto.
In attesa della riunione Ecofin di lunedì della prossima settimana, al quale parteciperà il viceministro Grilli, Monti andrà oggi a Kiev, in forma strettamente privata, per vedere la finale degli Europei di calcio. Malgrado non sia un acceso tifoso, Monti non si nasconde gli effetti positivi che le vittorie calcistiche degli azzurri stanno producendo su un Paese a corto di credibilità internazionale. Poter spendere all’estero il viso «abbronzato» di Balotelli, rende infatti di più di quello altrettanto «abbronzato» di Ruby.