Il leader della Cisl, dopo le anticipazioni sul piano per tagliare 10mila dipendenti pubblici, tra mobilità e pensionamenti: "Il governo non faccia errori e agisca contro sprechi effettivi". Martedì il tavolo tra sindacati e governo. Catricalà: "Con 4,2 miliardi di risparmi eviteremmo l'aumento dell'Iva"
ROMA - Sì ad una 'vera' riorganizzazione della pubblica amministrazione che dia "prospettiva e dignità al lavoro pubblico e garanzia dei servizi ai cittadini", no ai tagli degli statali. O sarà "mobilitazione, a tappeto e in tutte le città". Così il leader della Cisl, Raffaele Bonanni in vista del tavolo con il governo, martedì, sulla spending review, avverte l'esecutivo dopo le anticipazioni sul piano del governo che prevede, oltre agli interventi sulla Sanità e ai tagli dei buoni pasto, la riduzione della pianta organica della Pa con tagli di 10 mila statali 1, tra pensionamenti e mobilità. "Chiediamo una discussione puntuale e siamo disponibili alla cooperazione nel quadro di un nuovo impianto" che non preveda "tagli lineari, che fanno più danno di quanto ci aspetteremmo", ha specificato Bonanni, che indica chiaramente le proprie coordinate e al "governo tecnico di Monti", proprio per la sua natura, chiede di agire contro gli sprechi effettivi "senza fare l'errore di dare in pasto all'opinione pubblica fatti solo clamorosi". Il numero uno del sindacato di via Po dice no ai "tagli lineari che, più che produrre risparmi, determinerebbero ulteriori costi perché non combattono gli sprechi e non costruiscono quello che da tempo chiediamo: produttività e funzionalità della Pa. Si comincia dalle fondamenta e non dal tetto".
Un invito al governo a evitare tagli con l'accetta arriva anche da Cesare Damiano, capogruppo Pd nella commissione Lavoro di Montecitorio: "I buoni risultati conseguiti dal presidente Monti a Bruxelles e il positivo gettito dell'Imu debbono aiutare il governo a compiere azioni correttive che siano nel segno nell'equità sociale. Per la spending review bisogna evitare colpi d'accetta a carico del lavoro dei pubblici dipendenti e della sanità, come è stato fatto per la riforma la previdenza -prosegue Damiano-. Vanno sempre trovate soluzione graduali e concertate con le parti sociali e ricordiamo al governo che le risorse che verranno risparmiate, o che entreranno in più nelle casse dello Stato, dovranno essere utilizzate in quota parte per finanziare le correzioni alla riforma pensionistica e a quella degli ammortizzatori sociali".
Iva, le rassicurazioni di Catricalà. Del traguardo della spending review parla anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà: "Sui tempi diciamo che ormai è questione di giorni, o al massimo di una settimana. Noi - ha aggiunto - abbiamo il dovere di colpire alcuni sprechi. Non voglio dire che sono sprechi dolosi, ma sono oggettivi, costi che si pagano al di sopra della media. Non tagliamo i servizi, ma i surplus di spesa". E ha spiegato: "Se riusciremo a realizzare un bottino di quattro miliardi e duecento milioni entro l'anno non avremo la necessità di aumentare di due punti l'Iva per raggiungere il pareggio di bilancio".