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Pescara, 03/04/2026
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Data: 01/07/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Politica regionale - Costantini: «Bene Bonanni ma io merito la candidatura» Il capogruppo Idv rompe gli indugi e scende in campo

PESCARA - Una proposta di legge bipartisan per abbattere l'indolenza e l'inefficienza della pubblica amministrazione, presentata nei giorni scorsi assieme al consigliere regionale del Pdl, Riccardo Chiavaroli. Per il resto, una lotta durissima all'opposizione in questi tre anni e mezzo trascorsi sui banchi dell'Emiciclo. Carlo Costantini, uomo di punta dell'Idv in Abruzzo, è uno che non molla mai la presa.
Dicembre 2008, giugno 2012: è davvero cambiato tutto. Sarebbe pronto oggi ad una nuova sfida con Gianni Chiodi?
«Io sarei prontissimo, del resto la mia storia recente va in questa direzione. A settembre 2008 ho raccolto le macerie del centrosinistra. Eravamo sotto di 22 punti nei sondaggi, in due mesi abbiamo perso di sei. Poi il Pd mi ha chiesto di lasciare il Parlamento e di restare in Consiglio regionale a guidare l'opposizione».
Qualche rammarico?
«No, l'ho fatto imponendomi anche consistenti sacrifici personali e ora il centrosinistra è pronto a sfidare e battere Chiodi».
Con Costantini?
«C'è qualcuno più legittimato di me, per quanto detto sopra, ad aspirare a questa candidatura?».
Di Pietro dice: la foto di Vasto resta il punto di partenza, ma il campo sembra essersi allargato di molto dopo le ultime amministrative.
«Occorre fare una distinzione netta tra il quadro politico regionale e quello nazionale. Se a livello locale l'allargamento della coalizione è accettato dalle singole comunità, nel campo politico nazionale questo è molto più complicato».
Qual è l'ostacolo?
«La complicazione non nasce dai capricci di Di Pietro, ma da una oggettiva incompatibilità programmatica tra noi del centrosinistra, l'Udc e il Terzo polo in generale».
Fra un anno l'Abruzzo tornerà al voto per le politiche e le regionali. Si può ipotizzare, tra le varie opzioni, un ritorno di Costantini sui banchi del Parlamento?
«Seguendo le scadenze naturali, alle politiche si voterà almeno un anno prima rispetto alle regionali. La velocità dei cambiamenti della nostra società ci impone di considerare un anno come una eternità. Di conseguenza, i due appuntamenti andranno vissuti separatamente, con la consapevolezza che il primo, quello delle politiche, influenzerà inevitabilmente il secondo, quantomeno a livello di alleanze. Certo, se il partito me lo chiede mi candido per il Parlamento».
L'Idv sosterebbe la candidatura a governatore dell'attuale segretario generale della Cisl, Bonanni?
«Bonanni è una figura di prim'ordine, il nostro partito ha però una sua sensibilità ed è guidato da un principio: non farne mai una questione di nomi ma di valori. Dunque, bene Bonanni, o anche altri, purché sia chiara la direzione di marcia».
I dati economici dicono che l'Abruzzo dovrà continuare a soffrire anche in questo secondo semestre del 2012. Quali sono oggi i veri strumenti della politica per affiancare famiglie e imprese nella strada della risalita?
«Tagliare la spesa inefficiente e migliorare la qualità dei servizi, ovvero fare l'esatto contrario di quello che si è fatto fino ad oggi. La pubblica amministrazione costa una enormità e produce effetti enormi sullo sviluppo economico. Se la rendessimo più moderna, facendola funzionare, avremmo reso un servizio formidabile alla comunità, superiore anche a milioni di finanziamenti pubblici distribuiti a pioggia".
La questione morale amplifica gli effetti della crisi economica ingrossando il partito dell'astensione e quello di Beppe Grillo. Il Parlamento rischia di trasformarsi in una sorta di Bagaglino, non crede?
«"Sì, sono convinto anch'io che la politica abbia fatto di tutto per rovinare la propria credibilità agli occhi dei cittadini e mi fa sorridere vedere che le altre forze politiche scimmiottano oggi le proposte di Di Pietro, dopo averle ignorate per anni».

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