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Data: 01/07/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Spending review, la scure sugli statali. Riduzione delle piante organiche, prepensionamento per 10mila, taglio ai buoni pasto, incertezza sulle tredicesime. Dettori (Cgil): «Proposte scandalose, il governo fa terrorismo»

ROMA Tra i 10 mila e i 30 mila impiegati e dirigenti in mobilità col prepensionamento, riduzione delle piante organiche, decurtazione dei buoni pasto. Ma anche giro di vite sulle consulenze e taglio della spesa per le auto di servizio. La spending review per il lavoro pubblico si declina con i tagli sia ai dipenenti che alle zone grigie dello spreco. Secondo le indiscrezioni, che saranno formalizzate ai sindacati martedì prossimo dal ministro patroni Griffi a Palazzo Chigi, il pacchetto sulla revisione della spesa riguardante il pubblico impiego è quasi pronto. E prevede, tra l’altro, una deroga di un paio d’anni della riforma Fornero per consentire la messa in mobilità tra i 10 mila e i 30 mila statali in esubero (con l’80% dello stipendio) sino al raggiungimento dei requisiti della pensione. Sugli esuberi non ricollocabili, il pensionmento sarà garantito dalle vecchie regole per chi ha maturato i requisiti entro il 2011. Sono due i percorsi per assorbire una cifra consistente di lavoratori che sono considerati in esubero negli uffici centrali e ministeriali. Dai tagli al lavoro pubblico il governo si attende molto per rimpinguare il pacchetto di 4,2 miliardi necessari per sterilizzare il paventato aumento dell’Iva. Tra le proposte sembra diventato un punto acquisito il taglio dei buoni pasto da 7,5 a 5 euro al giorno per tutti i diepenti pubblici, compresi quelli delle Regioni, Province e Comuni. Tuttavia le proteste si sono già levate e potrebbero indurre il ministro a lasciar correre anche per l’esiguità del risparmio. Per la tredicesima circolano molte indiscrezioni. Una di queste ipotizza il rinvio del pagamento di un mese, al gennaio 2013. Ma altre ipotesi lo spostano più avanti. E’ una stelta che sta creando forte preoccupazione. La questione centrale della revisione strutturale riguarda la pianta organica con una riduzione del 20 per cento dei dirigenti, a cominciare da quelli generali, del 10% per quelli di secondo livello e del 5% per le qualifiche inferiori. Vale a dire circa diecimila lavoratori. A questi dipendenti sarà fatta una proposta di mobilità nell’ambito di amministrazioni pubbliche della stessa regione. Per chi risulterà indisponibile il futuro è due anni da «esodato« con l’80% dello stipendio fino a un passaggio sotto l’ombrello dell’Aspi (la nuova assicurazione sociale)per 8 mesi.Per il resto, il governo sembra intenzionato a ridurre le Provincie (da 10 a 40) mediante accorpamnti, i tribunali, le prefetture. L’Unione province ha presentato un piano alternativo a partire dai tagli tra i 3127 enti strumentali di Regioni, Proncie e Comuni. C’è di tutto, dall’ente che si occupa della corrosione tra i materiali plastici, all’istituto per la conservazione della gondola e del gondoliere, dall’ente che tutela la festa religiosa dell’Ascensione a quello che difende i ladini. Una giungla che potrebbe essere disboscata per non tagliare servizi essenziali. Dal sindacato giunge un duro avvertimento. Bonanni, leader della Cisl, si schiera contro i tagli minacciando «mobilitazione a tappeto e in tutte le città». La Cgil è pronta a «una mobilitazione nazionale». Critici anche il Pd e la Federazione della Sinistra.

INTERVISTA A DETTORI (CGIL)
«Proposte scandalose, il governo fa terrorismo»

ROMA «Se sono vere le indiscrezioni su esuberi, prepensionamenti e tredicesime saremmo in presenza di proposte scandalose da parte del governo. Questi fanno terrorismo». Rossana Dettori, segretaria generale della Funzione Pubblica-Cgil rigira tra le mani i giornali che titolano sulle ipotesi del governo di usare la mano pensante sugli statali. Lo direte al governo nel vertice di martedì? «Anzitutto vorremmo conoscere le proposte ufficiali e non notizie contraddittorie. Questa revisione della spesa da possibile opportunità si sta traducendo in tagli lineari sui lavoratori, dai buoni pasto ai diecimila dipendenti da lasciare a casa. Vogliono fare cassa sulla pelle degli statali». Cominciamo dagli organici: si parla di riduzione di dirigenti e impiegati e mobilità per 30 mila. «Il 10 maggio abbiamo firmato un’intesa col ministro e gli enti locali che definisce discussioni e percorsi sulla mobilità. Quell’intesa non è stata portata in Consiglio dei ministri. Le indiscrezioni sugli organici non hanno né capo né coda. Su quali calcoli diffondono questi numeri magici? Il problema non è di fare tagli ma di considerare che ci sono pezzi importanti della pubblica amministrazione pieni di precari. E che dire dei dipendenti comandati da un ministero all’altro? Discutiamo prima della qualità dei servizi». Le indiscrezioni parlano di esuberi da lasciare a casa per due anni, prima della pensione. «E’ una follia pensare che chi ha 60 anni e 40 di contributi possa essere indotto al prepensionamento con l’80% del salario. Chi si fida con tutti gli esodati che abbiamo e che attendono soluzione?». Ci sarebbe poi il taglio dei buoni pasto. «Scandaloso. Si tratta di frutto di contrattazione che, oggi, è bloccata e che, come risultato, ha già prodotto un alleggerimento della busta paga. In questa fase di crisi è un accanimento che fa risparmiare un’inezia. E’ quello lo spreco?» Si parla di rinvio o blocco della tredicesima. «Non si capisce che cosa propongano. Ma ricordino che la tredicesima compone il monte salario, sarà difficile da far scattare. Certo non staremo inerti mentre mettono le mani in tasca dei lavoratori modificando accordi. Questo è solo terrorismo. Ci vedo cattiveria e accanimento». Dove tagliare allora? «Cominciamo dalle auto blu e dal miliardo e 800 milioni di euro in consulenze. Accorpiamo i ministeri in un unico palazzo e verifichiamo gli appalti. E lasciamo stare la sanità i cui servizi sono già stati danneggiati da anni di tagli».

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