Via libera o stop al Filò? Fra poche ore lo sapremo. Il destino della mobilità nell’area metropolitana si gioca stamane a L’Aquila, dove si riunisce il comitato di Valutazione impatto ambientale, organismo regionale presieduto da Antonio Sorgi. Il comitato deve decidere se la procedura di Via era indispensabile per far partire i lavori della filovia, come sostiene il Wwf, che ha presentato un esposto a gennaio, oppure non lo era, come afferma la Gtm, ente appaltante. Augusto De Sanctis, responsabile provinciale del Wwf, si aspetta un blocco dei lavori: «Qualsiasi altra decisione - avverte - sarebbe difficile da spiegare tecnicamente. E comunque voglio vedere in che modo si possa giustificare l’assenza della procedura quando il finanziamento è stato assegnato proprio perché il Filò è un mezzo a guida vincolata. Di qui non si scappa: se le cose stanno così, la procedura di Via deve essere prodotta. Si può discutere, tutt’al più, se sia il caso di redigerla in sanatoria dal momento che i lavori della filovia sono in stato avanzato». In ogni caso, il Wwf l’aveva annunciato ed è pronto a metterlo in atto: «Sulla questione - ha aggiunto De Sanctis - c’è un esposto dettagliato, c’è una perizia disposta dalla Procura alla stessa stregua di quella richiesta per il Civis di Bologna. Noi crediamo che vi siano tutte le condizioni per interrompere i lavori e mettersi in regola. Altrimenti andremo avanti con altre azioni, a cominciare dal ricorso al Tar». A L’Aquila è in gioco una bella fetta di futuro della mobilità di Pescara e Montesilvano perché in discussione c’è anche la destinazione d’uso del terzo ponte sul fiume Saline. In sala, spettatori interessati, i rappresentanti di Patto per Montesilvano, Mauro De Flaviis, e Webstrade.it, Giuseppe Di Giampietro, da sempre in prima linea (insieme allo stesso Wwf) nel chiedere che il ponte venga destinato solo al passaggio del filobus con un’area ciclopedonale. «Le nostre associazioni - spiegano Di Giampietro e De Flaviis - auspicano che uno dei tre ponti, quello a ridosso del Warner Village, sia destinato esclusivamente al filobus e non al traffico veicolare privato. La nostra presa di posizione è finalizzata ad evitare che il lungomare, patrimonio ambientale e unico reale potenziale di sviluppo, diventi la vera circonvallazione di Pescara Nord. Chiediamo al comitato Via di imporre alla Provincia un riduzione della carreggiata (10,5 mt) e dell’altezza del ponte dell’Adriatico (41 mt sul livello dell’acqua) e dimensionarlo ad uso del filobus. La pista ciclabile in alternativa può e deve essere realizzata in prossimità della linea di costa con ponti leggeri in legno, così come realizzato per gli attraversamenti delle foci dei fiumi in provincia di Teramo».