Gentile Direttore, mi permetta di intervenire sugli sviluppi della sconcertante vicenda della filovia di Pescara, con alcuni spunti di riflessione. La questione centrale, di stretta pertinenza dell’appalto, credo che riguardi l’annoso problema dell’inadeguatezza strutturale del tracciato dedicato, sul conto del quale non sembrerebbe sufficientemente approfondita la progettazione stradale esecutiva riguardante il completamento della “Strada parco”, nel tratto compreso tra via Marinelli e viale Europa nel Comune di Montesilvano, né si conosce come sia stato realizzato l’esistente tracciato, completamente usurato benché fin qui utilizzato prevalentemente da ciclisti e pedoni; di talché a me pare molto probabile che la malridotta pavimentazione possa presentare - in breve tempo - pericolosi cedimenti lungo il percorso su cui rotoleranno le ruote del pesante veicolo Phileas, inibendone la regolare circolazione e, quindi, l’esercizio. La gravità di siffatto assunto non pare che preoccupi più di tanto il presidente della Gtm, il quale ne ha sottostimato a tal punto le inevitabili disastrose conseguenze da operare, soltanto ora, una sorta di tardivo ravvedimento, dopo aver incautamente consentito - ignorando i ripetuti meditati inviti delle Associazioni - l’esecuzione dei lavori di palificazione del tracciato, l’interramento dell’elettrodotto, la costruzione delle banchine di sosta e la realizzazione della sottostazione elettrica di via Ruggero Settimo, in via di completamento, con i relativi danni ambientali nel frattempo procurati allo stato dei luoghi. Soltanto oggi, egli s’induce finalmente ad affermare, dopo le poco ponderate dichiarazioni dei giorni scorsi sulle accertate carenze progettuali in materia di Valutazione d’Impatto Ambientale, che l’incarico di verificare la tenuta del tracciato sarebbe stato affidato addirittura a due ditte specializzate nelle prove tecniche d’indagine. La realtà dei fatti suggerirebbe, ragionevolmente, di sostenere che la prima ditta interpellata allo scopo il 3 aprile scorso sembra su sollecitazione della Procura, abbia evidentemente rilevato inidoneo il percorso riservato, tant’è vero che la Stazione appaltante avrebbe affidato un secondo incarico, col plausibile intento di sovvertire l’esito negativo della prima indagine. Di qui la decisione del dottor Russo di sospendere immediatamente i lavori di applicazione delle boe magnetiche, da ancorare viceversa a una piattaforma stradale opportunamente stabilizzata in calcestruzzo o “misto cementato”, di cui è in ogni caso priva l’intera tratta dedicata. In definitiva, un vero e proprio guazzabuglio, sul cui conto non si conosce ancora quali potrebbero essere le conseguenze, anche sotto il profilo economico-patrimoniale, dell’eventuale diniego al rilascio del nulla-osta definitivo della Commissione ministeriale di Sicurezza.
Ivano Angiolelli