Sale lo scontro in vista del vertice tra esecutivo e confederazioni sulla revisione della spesa. Cgil: "I problemi non si risolvono tagliando lavoratori e salari pubblici. Serve sviluppo e crescita". Bonanni: se occorre, possibile sciopero generale
Il governo Monti deve smetterla di puntare sul "rigorismo" e avviare una nuova politica a favore della crescita. Lo ha detto il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, nel suo intervento alla manifestazione sindacale unitaria, che si è svolta oggi (2 luglio) a Napoli. E come esempio dell'eccessivo rigore - inevitabilmente - c'è la spending review, che domani sarà materia di confronto tra l'esecutivo e le parti sociali.
La revisione della spesa viene criticata da Scudiere. "Domani incontreremo il governo - ha spiegato -, speriamo che abbia cambiato idea: non si può pensare di risolvere i problemi della pubblica amministrazione licenziando i lavoratori pubblici e riducendo loro il salario. Non è questa la strada per la revisione della spesa improduttiva, ma solo per perpetrare l'iniquità dei tagli lineari". Secondo il dirigente sindacale - inoltre - il governo "deve cercare le risposte da dare al lavoro senza le quali non c'è prospettiva per l'Italia. Metta in campo azioni per determinare il cambiamento altrimenti si troverà sempre i sindacati contro e i lavoratori in piazza".
Ampio spazio anche ai problemi del Mezzogiorno. Scudiere ha puntato il dito contro "tutti coloro che pensano di isolare il Mezzogiorno per far ripartire il Paese. Non hanno capito nulla come la straordinaria partecipazione a questa grande manifestazione dimostra. E' un segnale che Napoli lancia all'intero Paese perché ci siano cambiamenti immediati" Ma per “invertire la tendenza il governo è chiamato a fare delle scelte: "Basta con una politica fatta di soli tagli e di cieco rigorismo. Il governo deve invertire la rotta e puntare sullo sviluppo e sulla crescita altrimenti si troverà sempre i sindacati contro". Ha quindi chiesto risposte per le grandi aziende del territorio, come Finmeccanica, Alenia, Irsibus e Fincantieri.
Oggi hanno parlato di spending review anche Bonanni e Angeletti. Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni ha ventilato l'ipotesi di sciopero generale. '"Faremo quello che serve, se occorrerà uno sciopero generale lo faremo ma ci sono mille modi per protestare". Queste le parole al Tgcom24, parlando dei possibili tagli al pubblico impiego. "Al governo chiederemo un piano chiaro frutto di una ristrutturazione pensata e discussa con parti sociali e Parlamento, non vogliamo una cosa che rischia di essere come quella degli esodati". La sensazione, ha concluso, "è che si fanno interventi per poi procurare più danni di quelli di prima".
Anche da Luigi Angeletti un messaggio al governo: "O cambia la politica nella direzione che diciamo noi o dovremmo continuare le mobilitazioni fino a quando cambieremo il governo - ha detto il segretario della Uil. Non è mica accettabile che ogni giorno chiudono venti imprese o si creano centinaia di disoccupati in più".