PESCARA Sfilata di consiglieri comunali, ieri mattina, al processo per presunte tangenti in Comune che vede imputate 24 persone tra cui l’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso, il suo ex braccio destro Guido Dezio, imprenditori e professionisti. A deporre nella maxi aula 1 retta dal presidente del collegio Antonella Di Carlo sono stati, tra gli altri, i consiglieri Moreno Di Pietrantonio (Pd), Licio Di Biase (Udc) e Vincenzo Dogali (Udc). Tra i temi affrontati dagli avvocati difensori l’appalto dell’area di risulta che chiama in causa anche gli imprenditori imputati Carlo e Alfonso Toto e la pubblicità istituzionale. «Le risulta che il sindaco D’Alfonso inviò lettere alle imprese chiedendo perché non avevano presentato offerte per il secondo bando?», ha domandato l’avvocato Marco Spagnulo, legale di Dezio e sostituto dell’avvocato Giuliano Milia anche per D’Alfonso, a parecchi testimoni. «Sì, ricordo molte discussioni nei corridoi e in Comune», ha detto il capogruppo del Partito democratico Di Pietrantonio. «Anche durante le commissioni ci chiedevamo come mai solo una ditta avesse presentato l’offerta», ha detto Di Pietrantonio. «D’Alfonso, quindi, inviò le lettere alle aziende chiedendo come mai non avessero partecipato e il motivo mi pare fosse che non era vantaggioso». La stessa risposta data anche da Dogali e da Di Biase. Secondo il pm Gennaro Varone D’Alfonso è accusato di turbativa d’asta per la vicenda dell’appalto dell’area di risulta perché, secondo l’accusa, avrebbe favorito gli imprenditori Toto. «Fu D’Alfonso a scrivere le lettere alle imprese perché era il punto di riferimento politico per tutti e, in quel caso, arrivavano sollecitazioni sia dalla maggioranza che dall’opposizione», ha aggiunto Dogali. A parlare delle spese per la pubblicità istituzionale è stata Gina Agostinone che ha lavorato nel settore ragioneria del Comune. «Guido Dezio non hai mai fatto pressioni o richieste particolari», ha detto la donna ora in pensione. «Nessuno poteva interferire con la procedura e anche volendo era impossibile», ha aggiunto Agostinone. «Era anche impossibile», ha chiarito la donna, «liquidare importi superiori alle ditte rispetto a quello pattuito». Il processo per presunte tangenti in Comune è agli sgoccioli e l’ultima udienza prima della pausa estiva è stata fissata a lunedì 16 luglio alle 9.30, data in cui nell’aula 1 continueranno a deporre i testimoni inseriti nelle liste di D’Alfonso, Dezio e dell’altro imputato Pierpaolo Pescara.