ATAF, arriva la mozione "beffa" per i lavoratori. Quando ormai la procedura di vendita dell'azienda è stata aggiudicata (ha vinto il gruppo guidato dalle Ferrovie) ed è anche già saltato fuori il piano che prevede 270 esuberi tra i mille dipendenti della spa, il Consiglio comunale di ieri approva coi voti della maggioranza una mozione del consigliere Idv Giovanni Fittante in cui si chiede che nel processo di privatizzazione dell'Ataf vengano mantenuti i livelli occupazionali. E soprattutto che nel procedimento venga inserita la cosiddetta "clausola sociale" per la tutela dei lavoratori. L'atto è stato approvato con 19 voti favorevoli (dal Pd all'Idv, da Sel al Pdl), nessuno contrario, mentre si sono astenuti 3 consiglieri del Pd. «Il consiglio comunale - commentano i consiglieri Ornella De Zordo (perUnaltracittà) e Tommaso Grassi (Sel) - approva la clausola sociale, ma la gara è già stata assegnata. Mesi fa, quando si poteva incidere, la maggioranza ha respinto la nostra proposta». Dal Pd si affrettano a spiegare che in passato erano stati approvati ordini del giorno e atti in cui si ribadiva l'esigenza della clausola. L'azienda e Palazzo Vecchio però non ne hanno tenuto conto. E intanto le Rsu, i sindacati aziendali, tuonano: «L'Ataf è un prodotto della politica: i responsabili del dissesto finanziario dell'azienda non devono essere cercati fra i lavoratori ma fra chi li ha amministrati in tutti questi anni, si dovrebbero dimettere tutti». «Chi sta al volante deve pagare per gli errori di politici da quattro soldi che non hanno saputo gestire il trasporto pubblico in una città piccola come Firenze?», si aggiunge dalla Rsu. E a Palazzo Vecchio che nei giorni scorsi faceva sapere che gli autisti non avevano accettato di lavorare 10 minuti in più, la replica: «Che senso ha continuare a mentire con la favola dei 10 minuti in più? Renzi il futuro candidato premier ha dimostrato tutta la sua incapacità nel gestire problemi seri».