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Pescara, 03/04/2026
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Data: 04/07/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
"Basta tagli a sanità, trasporti e welfare situazione grave, tenuta sociale a rischio" Nelle varie manovre le Regioni sono quelle che in termini qualitativi e quantitativi hanno pagato il prezzo più alto

LA MANNAIA si abbatte ancora sugli enti locali. La spending rewiev, appena approvata dal governo, minaccia di tagliare ancora risorse a Comuni e Regioni. Preoccupato il governatore Stefano Caldoro, che oggi incontrerà il presidente del Consiglio Mario Monti, per una riunione con i presidenti delle Regioni, convocata proprio per affrontare gli ultimi provvedimenti per la la revisione della spesa pubblica. «Aspettiamo di leggere il testo ed il confronto di domani (oggi, ndr) con il governo - spiega Caldoro - ma è difficile capire come si possa ancora incidere su welfare e in particolare sulla sanità ed il trasporto pubblico locale. Le nostre preoccupazioni sono nell'interesse dei cittadini: se togli la sanità, i trasporti, la mobilità e togli il welfare, colpisci i cittadini». Il governatore precisa che «nelle varie manovre le Regioni sono quelle che hanno pagato in termini quantitativi e percentuali il prezzo più alto. Si può intervenire dove è possibile, ma toccare il welfare e in particolare la sanità è veramente molto difficile». Sulla stessa linea il sindaco Luigi de Magistris: «Il governo stia attento, che a furia di tagliare restano solo macerie e conflitto sociale. La situazione è gravissima, si sottovaluta la tenuta sociale e il lavoro. Condividiamo tutti il rigore se è equo - sottolinea -, ma siccome le tasche dei potenti sono sempre garantite non lo accettiamo più. Vogliamo risposte diverse sui Comuni, sulle persone che soffronoe sul dramma del lavoro. Non ci faremo piegare da chi detiene il potere economico e non vuole che le cose cambino». Il primo cittadino si dice pronto a scendere in piazza e a manifestare: «Delle lacrime di coccodrillo di chi ha le collane infarcite di diamanti non sappiamo cosa farcene. Se devo decidere da che parte stare mi schiero con le persone». Il commento arriva a margine di un incontro a Palazzo San Giacomo convocato per presentare la legge regionale sui beni confiscati alla camorra con de Magistris, Caldoro, Antonio Amato (presidente commissione regionale beni confiscati al quale si deve la proposta di legge) e il presidente del consiglio regionale Paolo Romano. La legge agevola l'utilizzo sociale dei beni confiscati alla camorra, spesso troppo difficili da gestire. Spesso passano anni prima di riuscire a utilizzare davvero un bene riportato nell'alveo della legalità, con il pericolo che possa finire all'asta e ritornare nelle mani degli antichi proprietari. «Su 1.502 beni confiscati il 60 per cento si trova in Campania e tra questi il 25 per cento non è assegnato - avverte il prefetto Andrea De Martino, intervenuto anch'egli alla presentazione, assieme al procuratore Federico Cafiero De Raho. La legge regionale, approvata il 23 aprile di quest'anno, tenta di dare una risposta concreta proprio a questi problemi. Otto gli articoli di cui si compone la legge, che prevedono l'istituzione di 3 fondi, tra cui quello che provvede all'ammortamento dei prestiti con l'anticipo in conto capitale e fideiussioni prestate dalla Regione a copertura fino al 75 per cento dei prestiti di esercizioa tasso agevolatoe dei mutui richiesti. Previsto anche un fondo per la valorizzazione costituito dallo stanziamento di 250 mila euro di risorse. Sarà istituito anche un osservatorio regionale sui beni confiscati e i comuni più "virtuosi" saranno premiati. «La Campania è la seconda regione in Italia per beni confiscati - conclude Amato - solo a Napoli se ne contano 1.700. Con questa legge diamo una risposta concreta e colpiamo la camorra sul suo punto più sensibile: il potere economico».

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