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Pescara, 03/04/2026
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Data: 04/07/2012
Testata giornalistica: Corriere della Sera
In autobus senza pagare. Almeno uno su 10 lo fa Monitoraggio dell'Atac.

Sono i primi risultati, di certo parziali, ma una qualche indicazione la offrono: perché raccontano un fenomeno che, a Roma, non è mai stato debellato e che forse, adesso, con l'aumento del prezzo di biglietti e abbonamenti, potrebbe non subire variazioni al ribasso. Quanti romani usano i mezzi pubblici senza pagarli? Alla domanda non si può rispondere in valori assoluti, impossibile, ma con questo primo monitoraggio avviato da Atac (i dati pubblicati si riferiscono a maggio) ci si può fare un'idea se non della quantità almeno della diffusione. Gli orari preferiti dai senza biglietto sono quelli che era facile immaginare, dalle sette alle otto del mattino (dalla periferia verso il centro) e dalle cinque alle sei della sera (sul tragitto inverso). Il monitoraggio avviato da Atac su centinaia di linee, però, dice qualcosa in più: le zone nelle quali il fenomeno è più diffuso. L'azienda dei trasporti romana, in contemporanea con l'aumento di biglietti e abbonamenti, ha avviato un'operazione destinata proprio a studiare quest'evasione che colpisce non solo l'azienda ma anche le tasche dei romani onesti: tra maggio e giugno, ottocento dipendenti sono stati mandati sugli autobus a verificare, controllare, e, nel primo mese, nel caso ci fossero passeggeri sprovvisti di tagliando, a «vendere» il biglietto. Era appena passato da un euro a un euro e cinquanta, non era il caso di fare multe: ma la «dissuasione amichevole» di certo ha prodotto una mappa, una classifica - pubblicata qui a fianco - che racconta quali siano le linee più colpite. Dalla 076 (Laurentina), al tram 8 (seconda più bersagliata) fino alla 201 (dall'Olgiata alla Cassia, settima) per arrivare alla «04», decima, di Ostia. Non c'è traccia della linea ferroviaria Termini- Giardinetti, che pare sia sempre bersaglio dei senza biglietto. Adesso, poi, i controlli saranno intensificati: già da un po' i controllori vengono inviati non più su tutto il terrotorio, ma concentrati quotidianamente su singole zone. Com'è noto l'obiettivo di Atac è migliorare i conti: contribuiranno i romani che hanno visto aumentare i prezzi delle corse, ma anche la lotta all'evasione. E all'elusione, cioè, per fare un esempio, a quelli che compravano la tessera da studenti anche se erano laureati da anni. «In ogni caso sarà impossibile arrivare alla cifra indicata nel piano industriale - attacca il consigliere Pd Massimiliano Valeriani - perché lì parlano di decine di milioni. Obiettivo irrealizzabile, anche con i caschi blu dell'Onu. In più, l'Atac ha ridotto le forze destinate a combattere l'evasione, togliendo molte decine di unità». I dati ufficiali raccontano un'evasione (mezzi in superficie) stimata tra il 6 e il 10 per cento. Che si tratti di numeri arrotondati per difetto lo conferma questo primo studio: dai controlli effettuati a maggio, i senza biglietto erano il 28 per cento in più di ciò che ci si aspettava. E un altro dato può raccontare l'evasione esistente a Roma sui mezzi pubblici: da quando sono stati installati i tornelli nelle metropolitane, anni fa, il fatturato della metro è cresciuto di milioni, ogni anno, decine di milioni..

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