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Pescara, 03/04/2026
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Data: 04/07/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Politica regionale - Menna e Tagliente «Chiodi ci ripensi guardare a Sud è un grosso errore»

PESCARA - Si accende il dibattito sulla scelta di guardare a Sud svelata da Gianni Chiodi nell’incontro inter-governatori di Catanzaro e criticata, su queste pagine, dall’ex governatore Antonio Falconio. «Se il governatore continua ad avere una visione tutta personale sul modello di sviluppo della nostra regione allora s’impone al più presto una riflessione a tutto campo in Consiglio regionale -dice il capogruppo Udc Antonio Menna- Lo sviluppo prodigioso conseguito da politiche lungimiranti a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta avevano portato l'Abruzzo fuori dall’Obiettivo 1, passaggio straordinario certificato da Bruxelles. E la strategia lanciata da Falconio per fare delle regioni gemelle (Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo) l'area di Centronia rappresentò lo sforzo generoso di aprire una stagione nuova. L’idea di Chiodi di guardare al Meridione significa spingere la nostra regione indietro».
L’ex presidente del Consiglio regionale Giuseppe Tagliente, Pdl: «Sono rimasto a dir poco allibito dalle dichiarazioni di Chiodi di compiacimento nell’essere considerati una regione meridionale. Chiodi archivia in un attimo la tradizionale strategia politica dell’Abruzzo tendente a stabilire un rapporto privilegiato con le regioni centrali, Marche, Toscana ed Umbria in particolare, e rinuncia a consolidare il primato che l’Abruzzo aveva faticosamente rincorso nel recente passato, presidenza Pace compresa, quando era considerata una regione protesa verso il Nord. Ha ragione Falconio nel ritenere senza senso la posizione di Chiodi. Non ha davvero senso fare tali affermazioni con un Abruzzo in affanno dal punto di vista economico e sociale. L’esclusione dai grandi canali europei di collegamento su ferro e per mare, la mancanza di seri progetti infrastrutturali e di finanziamenti per strade, autostrade, porti e aeroporti, la crisi in Pilkington, Sevel e Honda dovrebbero invitare Chiodi ad astenersi da simili battute e ad imprimere velocità e concretezza ad un’azione di governo che non viene assolutamente percepita. Lo dico con il pianto nel cuore».
Infine il giornalista Amedeo Esposito: «Centronia è acronimo non certo elegante, ma la sua valenza intrinseca inorgoglisce, da decenni, ogni abruzzese. Ad eccezione di Chiodi che, da Catanzaro, distrugge in un attimo la condivisa volontà dei padri dell’ente regionale Mattucci, Novello, Fabiani, Aiardi, Tancredi e poi Melilla e Ricciuti che portarono l’Abruzzo nel novero delle regioni centrali dopo aver superato la soglia più alta del reddito pro-capite. Ha notizia Chiodi del trentennale documento di adesione al pool delle regioni centrali dei piccoli industriali del Teramano, modello che Confindustria impose in tutte le zone italiane, soprattutto a quelle settentrionali, visti i risultati dell’effervescente economia teramana legata a fil doppio con quella marchigiana? Si informi Chiodi: troverà di che ricredersi delle sue affermazioni catanzaresi».

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