Si punta a una rete che coinvolga AnsaldoBreda, ma non si fermi alla società di Pistoia
IL DISTRETTO ferroviario toscano coordinerà il settore nella partecipazione al bando del Ministero dell'università per creare un cluster nazionale, ovvero un raggruppamento tecnologico sui trasporti di superficie e marittimi. E' un riconoscimento importante al Distretto tecnologico ferroviario toscano, battezzato Ditecfer, il primo in Italia, caratterizzato dal fatto di raccogliere aziende che coprono tutti i campi della filiera (dalla realizzazione di motrici e vagoni ai sistemi digitali e informatici di segnalamento, sicurezza e trasporto intelligente), che ha di recente presentato il suo primo piano strategico di sviluppo 2012-2015 e che è stato voluto dalla Regione con un obiettivo: far dialogare AnsaldoBreda con altre grandi industrie e piccole aziende toscane perché diano un contributo sinergico, ciascuno per la propria parte, a produrre e offrire sul mercato mondiale treni all'avanguardia tecnologica e di appeal anche per prezzo. La sfida è questa: esportare ovunque treni «made in Tuscany». Quella del Distretto è anche una scommessa del governatore Enrico Rossi. «C'è un pezzo di storia della Toscana che dobbiamo impegnarci a rilanciare, non possiamo permetterci di perdere la grande impresa ferroviaria - ha detto - La Regione Toscana ha acquistato treni per 250 milioni e investirà 30 milioni all'anno per 9 anni per nuovi bus per il trasporto pubblico locale. Andremo a comprare i mezzi all'estero?». Il caso della commessa della Regione Toscana, e la domanda provocatoria di Rossi, sono solo un caso, un esempio. E' evidente che si punta a sviluppare una produzione d'avanguardia di treni che conquisti la leadership nazionale e magari mondiale nel settore, con straordinarie ricadute economiche e sociali per un tutto il territorio regionale. Certo, molte delle fortune del Ditecfer sono legate alle sorti future di AnsaldoBreda, messa in vendita da Finmeccanica e quindi in un'incertezza che non giova. Da qui al 2015, il piano strategico del Distretto - che è presieduto da Lorenza Franzina responsabile dell'alta velocità in AnsaldoBreda e conta su un comitato di indirizzo tecnologico formato da manager, imprenditori, scienziati e accademici - punta ad attrarre sul distretto 88 milioni di investimenti in progetti di ricerca da rastrellare partecipando ai bandi miliardari messi in calendario dall'Unione Europea e dallo Stato. «Il nostro ruolo- spiega Elena Bocci, di Pistoia Futura che guida la segreteria tecnica, terza gamba del Distretto accanto a presidenza e comitato di indirizzo - è quello di creare canali di informazioni e di assistenza alle aziende perché facciano ricerca, si trasferiscano conoscenze e progettino insieme in chiave di innovazione e con un occhio ai bandi». L'obiettivo del Ditecfer, che a settembre sarà presentato al mondo da Toscana Promozione alla Fiera Innotrans di Berlino, è quindi quello di aggredire il mercato mondiale del trasporto su rotaia con treni migliori in tutte le loro componenti, anticipando le tendenze del mercato e rendendo il trasporto pubblico ferroviario più accattivante. Per cogliere questo obiettivo finale il piano del Distretto ritiene di dover sollecitare la ricerca su quattro macro aree: ambiente, comfort, reti innovative salute&sicurezza.