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Data: 05/07/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
La Regione boccia i magneti Per la filovia tutto da rifare. Un pasticcio che viene dal 2008 quando fu assegnato l’appalto Mobilità. La decisione del comitato Via rimette in discussione il progetto.

Divieto di installare i magneti per dimostrare che il filobus non è un mezzo a guida vincolata che simula l'effetto rotaia e, quindi, il progetto non necessita della procedura di Valutazione d'impatto ambientale. Questo è in pratica il verdetto espresso dal comitato Via della Regione, presieduto da Antonio Sorgi. Che però non è un verdetto inequivocabile in quanto lascia la porta aperta a diversi scenari, due dei quali non sono positivi per la Gtm, ente appaltante. Dalle segrete stanze aquilane di Palazzo Silone, dove si è riunito il comitato, sono filtrati alcuni spifferi: il verbale sulla filovia è stato redatto, ma dev'essere ancora reso pubblico e l'attesa è carica di tensione in via Aterno, sede della Gestione trasporti metropolitani. Lo stop all'installazione dei magneti sul tracciato della strada-parco è un boomerang. Se da una parte, esso afferma che il filobus non è a guida vincolata e, di conseguenza, la procedura di Via non è più necessaria, dall'altra mette in discussione il cuore del progetto, poiché il finanziamento fu attribuito proprio in virtù della tipologia del mezzo (guida vincolata, appunto), e la stessa legittimità dell'appalto vinto, che prevedeva l'installazione di pali e fili e il fissaggio a terra dei magneti. Per questo motivo, se la Gtm riuscirà ad aggirare l'ostacolo Via, si troverà di fronte quello dell'appalto, fors'anche più rognoso perché potrebbe innescare un duro contenzioso con la Balfour Beaty, l'impresa che sta effettuando i lavori. Insomma, da qualsiasi punto lo si voglia osservare, il caso-filovia è destinato a complicarsi e i ritardi del comitato Via nell'esaminare le osservazioni ai progetti ha finito con l'aumentare le criticità. Anche il Wwf, al pari della Gtm, è in una posizione di attesa: «Dobbiamo leggere le carte, - premette il responsabile provinciale Augusto De Sanctis - poi valuteremo se, nel caso in cui non ci fosse lo stop dei lavori che noi riteniamo doveroso, andare avanti con altre azioni, partendo dal ricorso al Tar». Un pasticcio che viene da lontano, dal 2008, dopo che l'allora presidente Gtm Donato Renzetti aveva completato l'appalto e assegnato i lavori alla Balfour Beatty. In quella fase, il Wwf intervenne con una serie di appelli ammonendo la Regione ad esaminare con maggiore scrupolo l'importanza di effettuare la procedura di Via. Ma quegli appelli-consigli rimasero inascoltati allora come in tempi recenti, sino al dicembre 2011, con altri protagonisti in sella alla Regione e alla Gtm. Fin quando si è arrivati agli esposti in Procura che hanno costretto il comitato regionale a dover occuparsi della questione. Allora si poteva rimediare senza danni economici, ora che i lavori del primo lotto sono in fase avanzata è più difficole mettere la classica pezza a colori. Il caso, ovviamente, non ha solo conseguenze tecniche, con un servizio ai cittadini che tarda a partire, ma anche risvolti politici: fra meno di diciotto mesi si torna a votare alla Regione e per il centrodestra ripresentarsi con la filovia già in funzione sarebbe stata una carta vincente che invece rischia di essere perdente se l'opera pubblica di maggior impatto in Abruzzo nei cinque anni di consiliatura restasse un'incompiuta.

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