PESCARA. Questa mattina alle 9 si gioca la partita decisiva per scongiurare lo sciopero di 24 ore, dalle ore 21 di domani alle ore 21 di mercoledì, del trasporto regionale di Trenitalia. Lo sciopero è stato indetto dai sindacati Cgil-Cisl-Uil Trasporti, Ugl, Orsa, Fast, contro la politica del trasporto ferroviario in Abruzzo. Lo sciopero riguarderà solo l'Abruzzo interessando il trasporto regionale, quello delle lunghe percorrenze e il comparto cargo, cioè il trasporto merci.
L'assessore regionale ai Trasporti Tommaso Ginoble ha convocato nella sede dell'assessorato in viale Bovio i rappresentanti dei sindacati per un confronto al quale parteciperà il direttore generale di Trenitalia per il trasporto regionale, ingegner Giancarlo Laguzzi.
«È un segnale importante», commenta Gaetano Iacobucci, segretario regionale della Filt-Cgil ferrovieri, «finalmente la politica riprende in mano il proprio ruolo».
Al centro del tavolo la questione della rete regionale e il futuro dei circa 800 lavoratori del comparto.
«Fondamentale è il problema delle assunzioni», spiega Iacobucci. «Oggi per mantenere la produzione agli attuali livelli non c'è più personale sufficiente. Nello stesso tempo cediamo pezzi di produzione alle altre regioni, come le Marche e la Puglia. È quindi una battaglia fondamentale per tutti i ferrovieri».
Il sindacato denuncia il blocco del turnover che dura da oltre dieci anni, favorito anche dalla forte innovazione tecnologica che ha trasformato segmenti importanti della produzione. «Il blocco del turnover sta dissanguando l'Abruzzo», spiega Iacobucci, «a favore delle regioni vicine che invece assumono. Per il trasporto sulle tratte regionali va anche peggio, perché andiamo avanti con un 20 per cento di personale che è ancora in servizio grazie al prolungamento dell'anzianità con il superbonus introdotto dalla riforma Maroni. A fine anno gran parte di questi lavoratori andranno in pensione e non potranno essere immediatamente sostituiti perché per formare un macchinista ci vogliono due anni». Oggi dunque il vertice in Regione dal quale i sindacati sperano di ricavare motivi per scongiurare uno sciopero pesante per lavoratori e utenti, il secondo dopo quello di otto ore dello scorso dicembre.