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Pescara, 30/03/2026
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06/07/2012
Il Messaggero
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Scambi in tilt e nessun controllore, la metro B1 ferma per 40 minuti. Ferie o assenza ingiustificata, il giallo dei turni dell’operatore
L’Azienda: avrebbe dovuto lavorare. La Cgil: il riposo era concordato |
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Il Comune apre un’inchiesta sui disservizi: sospeso il dipendente
Ore 8, si blocca le metro B1. Questa volta, però, non c’entrano treni fermi per guasti veri o presunti e macchinisti in agitazione. A causare l’ennesimo stop alla nuova linea è stato un guasto al deviatoio di piazza Bologna. Un problema tecnico già verificatosi altre volte, ma che ieri è stato amplificato dall’assenza dell’operatore addetto a vigilare lo scambio, che ha allungato a dismisura i tempi di intervento dei tecnici per risolvere l’inconveniente: i treni sono rimasti fermi per più di 40 minuti, in un’ora di punta. Il guasto, dopo settimane di disagi, ha fatto traboccare il vaso. Gianni Alemanno è andato immediatamente a verificare di persona. «Non più tardi di tre giorni fa tutte le aziende preposte a questo servizio, Roma Metropolitane, Atac, e Agenzia della mobilità, avevano garantito che non c’erano problemi tecnici e strutturali nel funzionamento della linea, e che una volta risolti i problemi sindacali non ci sarebbero stati altri stop - sbotta il sindaco - Voglio capire cosa è successo. Quello che era stato promesso da queste società era stato realizzato. Io non faccio collaudi, non mi occupo di disagi tecnici, non costruisco metropolitane. Ci sono persone che sono pagate per fare questo, che hanno preso degli impegni che non sono stati in grado di rispettare». Subito scatta l’inchiesta interna. L’azienda punta il dito sul dipendente assente, che avrebbe dovuto controllare quello scambio, e lo sospende dal servizio. La Cgil ribatte sostenendo che era regolarmente in ferie. Ma Antonello Aurigemma, assessore capitolino alla mobilità, chiede «alle parti sociali di farsi parte attiva in questa vicenda, e in particolare al sindacato di appartenenza del dipendente sospeso, che risulta tra l’altro eletto nella Rsu aziendale, di intraprendere una analoga azione, a tutela di tutti i lavoratori che quotidianamente operano, con capacità e professionalità, in un settore così delicato come quello del trasporto pubblico». I due deviatoi della B1, che si trovano negli snodi di Conca d’oro e Bologna, secondo quanto si è appreso, avrebbero un problema di software: in sostanza riceverebbero in ritardo l’impulso di aprirsi, e dunque non sempre si attiverebbero in tempo quando il treno passa. Dal canto suo l’Ansaldo, la società che ha fornito i deviatoi, fa sapere di essere al lavoro per risolvere il problema al software, «che dovrebbe essere pienamente efficiente per metà luglio». Secondo il Garante degli scioperi nei servizi pubblici essenziali, Roberto Alesse, i problemi della B1 «stanno seriamente mettendo a rischio il diritto costituzionale dei cittadini ad usufruire del servizio pubblico essenziale». Alemanno vuole però andare fino in fondo alla vicenda, per evitare che continui lo stillicidio degli stop alla linea B1. Il Campidoglio istituisce una commissione tecnica di accertamento il cui compito sarà quello di «individuare le cause dei ritardi, disservizi e malfunzionamenti sulle linee della metropolitana B e B1». La commissione - che avrà 15 giorni per chiudere l’inchiesta e lavorerà a titolo gratuito - sarà coordinata da Vincenzo Pozzi, commissario straordinario governativo per l’esecuzione del corridoio tirrenico meridionale. Gli altri due membri saranno Carlo Sportelli, dell’Avvocatura capitolina, e Marco D’Onofrio, dirigente tecnico della direzione generale del trasporto pubblico locale del dipartimento dei trasporti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Alemanno entra di forza nel Guinness mondiale dei record negativi - attacca Marco Miccoli, segretario romano del Pd - mai e poi mai, in nessuna parte del mondo, si era mai vista una metro, inaugurata neanche da un mese, bloccarsi e avere problemi praticamente ogni giorno». Alessandro Onorato, capogruppo capitolino Udc, ironizza sulla sospensione del dipendente dell’Atac: «L’intera linea si regge su una persona sola? Se tutto va bene siamo rovinati». Secondo Roberto Crea, segretario regionale di Cittadinanzattiva, «i responsabili, sia tecnici che politici, avrebbero già dovuto trarre le conseguenze e dimettersi».
Ferie o assenza ingiustificata, il giallo dei turni dell’operatore L’Azienda: avrebbe dovuto lavorare. La Cgil: il riposo era concordato
L’addetto allo scambio di piazza Bologna era in ferie o no? Nel caos della metro di queste ultime settimane, il giallo sui turni di ieri mattina si ritaglia un ruolo centrale. Di certo c’è la griglia dei turni di questa settimana, con le presenze dell’operatore cancellate con un tratto di penna. E qui le versioni divergono: per l’azienda è la prova che il dipendente non aveva ferie autorizzate, per i sindacati l’esatto opposto. «Nessuna richiesta di ferie è stata consegnata dal dipendente al dirigente responsabile il quale, di conseguenza, non le ha mai autorizzate - si legge in una nota dell’Atac - Tanto è vero che il dipendente risulta ancora nella tabella settimanale di turnazione del servizio. Quindi il dipendente se le è autoattribuite. Peraltro, già dal 28 giugno il dirigente responsabile aveva avvisato che tutti i congedi sarebbero stati sospesi». L’azienda, che ha temporaneamente sospeso l’operatore dal servizio, sostiene «che il dipendente in questione già in passato si era reso responsabile di comportamenti censurabili che hanno provocato l’avvio di diverse contestazioni». La versione del sindacato è diametralmente opposta: «L’operatore addetto allo scambio è un nostro iscritto e non è vero che gli erano state negate le ferie, è tutto riscontrabile dai quadri servizio ferie concesse dall’azienda - sottolinea il segretario generale della Filt-Cgil di Roma e Lazio, Alessandro Capitani - La verità è che siamo di fronte all’incapacità dei dirigenti di questa azienda che non so come siano stati selezionati, ne fanno una ogni giorno». Secondo Capitani, «il nostro iscritto forse neanche sa cosa è successo, è andato in ferie autorizzate e infatti è stato sostituito da un’altra lavoratrice». Secondo la Cgil, quindi, «la colpa è stata dell’azienda che non ha provveduto a un’ulteriore sostituzione». «Invito tutti coloro che hanno responsabilità all'interno dell’azienda a non coprire chi sbaglia per logica di parte - commenta Gianni Alemanno - Non devono farlo i sindacati, se a sbagliare sono i loro rappresentanti, non devono farlo i vertici dell’Atac se a sbagliare sono i dirigenti». È inaccettabile che i cittadini paghino il prezzo di tutele corporative nei confronti di chi è negligente o incapace.
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