Dubbi sulla legittimità degli incarichi affidati a diversi professionisti
Il verdetto del comitato Via della Regione ha ringalluzzito il partito del "No" alla filovia e ridà smalto all'esposto alla Procura presentato nel 2010 da una serie di associazioni. Nel documento, firmato da Giovanni D'Andrea, segretario regionale di Codici, Guya Marconi di Marelibero, Maurizio Biondi (comitato Utenti strada-parco), Roberto Barone del comitato "No filovia" e Mario Sorgentone, presidente dell'associazione Strada Parco, si ricordano le anomalie del progetto dalla fase iniziale ai passi successivi. Secondo i ricorrenti, dal momento in cui il Comune di Pescara consegnò le aree alla Gtm, ente appaltante, la quale a sua volta diede il via libera ai lavori eseguiti dalla Balfour Beatty, si sono accumulate tante e tali irregolarità da giustificare lo stop dei lavori. Stop richiesto appena qualche giorno fa dal Wwf per la mancanza della procedura di Valutazione d'impatto ambientale e che il Comitato Via della Regione ha dovuto accettare obtorto collo dopo la relazione tecnica del perito della Procura. Nel dettaglio, associazioni e comitati mettono nel mirino quattro personaggi che avrebbero incarichi a vari livelli: dal direttore dei lavori Bellafronte Taraborrelli all'ex presidente Gtm Ricardo Chiavaroli, dal consigliere regionale Lorenzo Sospiri all'attuale numero uno della Gtm Michele Russo. Il tiro incrociato di Codici e degli altri è in particolare su Taraborrelli. «Nel 2004 quando è sottosegretario al Ministero dei Trasporti Nino Sospiri, - affermano - egli entra nel cda della Sir spa, società d'ingegneria, partecipata al 51% dalla Regione e dal 49% da Rpa Investimenti. Taraborrelli presiede il cda e la stessa Sir nomina il proprio presidente direttore dei lavori come libero professionista senza che nessuno sappia e nessuno sollevi il caso. Poi una prima gara di appalto per la filovia viene annullata, ma la Gtm pagò lo stesso il progetto a Taraborrelli. Anche in questo caso un errore è stato commesso, ma rimangono ignoti i responsabili di un esborso inutile di denaro pubblico». L'esposto ricorda anche la burrascosa chiamata di Taraborrelli al Comune di Montesilvano che qualche grana ha causato all'ex sindaco Pasquale Cordoma con l'apertura di un procedimento penale. «Nel sottoscrivere il contratto da dirigente, Taraborrelli sia a Montesilvano che a Pescara non ha mai dichiarato di essere incompatibile a svolgere l'incarico per essere stato il progettista della filovia ed occupandosi ora per un ente ora per l'altro dell'opera in questione». L'accumulo di cariche di Taraborrelli e i rapporti da fra la Mirus di Michele Russo e la Balfour Beatty sarebbero le anomalie più importanti. In attesa delle prossime rivelazioni, che Sorgentone ha annunciato per questa mattina.