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Data: 06/07/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Spending review - Tagli per 26 miliardi in tre anni. l’aumento Iva rinviato al 2013. Monti: intervento strutturale, presto un nuovo decreto

ROMA Risparmi per quattro miliardi e mezzo nel 2012, di dieci miliardi e mezzo il prossimo anno e di altri undici per il 2014. E’ di 26 miliardi complessivi la portata dell’intervento previsto dal decreto sulla spending review varato dal governo. Il Consiglio dei ministri è rimasto riunito fino a tarda notte per dare il via libera al provvedimento. Quasi sette ore di discussione accesa, con qualche momento di tensione e più di un ministro impegnato a scongiurare tagli nel proprio settore di competenza. Alla fine, pur con qualche modifica e stralcio, Mario Monti ha però incassato il via libera, che tra le altre cose consentirà di rinviare di un anno - a luglio 2013 - l’annunciato aumento Iva che sarebbe invece dovuto scattare il prossimo ottobre. Il premier assicura che il testo arriverà in brevissimo tempo all’esame del Parlamento e lo ha illustrato questa notte in conferenza stampa: il governo, ha spiegato, ha deciso di «scartare la via più semplice dei tagli lineari per accingersi su quella più complessa, ma strutturalmente più proficua, dell’analisi della struttura della spesa». Monti ha quindi confermato che il decreto «riguarda tutti i settori ma vede nel comparto della spesa sanitaria la componente centrale, come il pubblico impiego e l’articolazione periferica» dello Stato. Il decreto si occupa inoltre degli esodati perché, spiega il premier, «estende la clausola di salvaguardia ad altri 55 mila soggetti che hanno maturato i requisiti successivamente al dicembre 2011. L’importo complessivo è di 1,2 miliardi a partire dal 2014». La spending review, ha poi assicurato, garantirà due miliardi in due anni da spendere per i danni causati dal terremoto in Emilia».
Il presidente del Consiglio ha poi voluto ringraziare la squadra di governo: «Tutti i ministri hanno dato prova di un grandissimo senso di responsabilità nel dare il loro contributo a questa missione collettiva che punta a una maggiore razionalizzazione ed efficienza». Il lavoro del governo non finisce però con questo Consiglio dei ministri, tutt’altro. Lo stesso Monti ha infatti annunciato un ulteriore decreto che riguarderà «le agevolazioni fiscali e la revisione strutturale della spesa e dei contributi pubblici, sulla base delle relazioni fatte da Amato e Giavazzi».
Il provvedimento varato questa notte rappresenta dunque un passaggio importante in quello che si rivela essere uno dei periodi più decisivi per l’azione del governo. Dopo il via libera definitivo delle Camere alle riforma del lavoro, c’è stato infatti il Consiglio europeo di fine giugno e ieri pomeriggio Monti è intervenuto alla Camera proprio per spiegare ai parlamentari i risultati ottenuti dall’Italia. Un summit, ha spiegato, che si è chiuso positivamente anche grazie alla «coesione» delle forze politiche della maggioranza, «carburante essenziale» dell’azione di governo. Vincitori e vinti al vertice europeo? «Ho letto queste espressioni, ma non rendono il quadro, non ci sono stati vincitori e vinti, l’Europa non è un gioco», spiega paziente e suadente il premier nell’aula di Montecitorio con a fianco il ministro Elsa Fornero e tra i banchi dell’emiciclo altri esponenti dell’esecutivo; Monti parla di risultati «importanti», destinati a pesare e non certo a essere messi in mora nel giro di poco, gli esiti del vertice. Alla fine dell’intervento c’è anche l’applauso bipartisan, molti deputati si alzano in piedi, tranne dai banchi di Idv e Lega che erano e restano all’opposizione.
Nella sua informativa alla Camera sul summit Ue Monti non usa toni trionfalistici ma neanche nasconde i risultati positivi raggiunti, e loda apertamente le forze politiche, che lo ricambiano con interventi di sostegno e di incoraggiamento, offuscati solo dai vistosi vuoti tra i banchi soprattutto del centrodestra. Il premier fa anche alcune proposte e tra queste chiede l’approvazione del fiscal compact «entro la fine del mese».

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