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Pescara, 30/03/2026
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Data: 06/07/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Regioni in rivolta: tagli insostenibili. Il Consiglio dei Ministri decide i risparmi per evitare l’aumento dell’Iva fino al 2013. Statali, arrivano le pagelle

ROMA Un lungo e tormentato consiglio dei Ministri tra colpi di mannaia dolorosamente assestati, solo in qualche caso evitati o posticipati. Obiettivo: una spending review che frutti tra i 5 e gli 8 miliardi di euro, così da evitare l’aumento dell’Iva che sarebbe dovuto scattare in ottobre e viene rinviato al 2013. Ma arrivare a quella cifra è tutt’altro che semplice, e sta comportando roventi tensioni sociali. Sindacati mobilitati e pronti allo sciopero, politica in fibrillazione a cominciare dal Pd (a parte Pdl e Udc schierati con Monti), molti settori vitali del tessuto sociale ed economico del Paese stravolti e pronti alla protesta: pubblica amministrazione, scuola, università, sanità, avvocati, enti pubblici. Insomma, ce n’è per tutti, e anche all’interno del governo non mancano le difficoltà, in attesa poi di confrontarsi con il Parlamento dal 31 luglio, quando il decreto approderà alla Camera. La patata più bollente tra le mani dei ministri appare quella sulla sanità, e in particolare sul taglio dei posti letto. Dovrebbero essere circa 18mila in meno, per una media di 3,7 ogni mille abitanti (al momento sono 4), e la chiusura dei piccoli ospedali demandata alle Regioni. Ma i governatori sono su tutte le furie. Minacciano di rompere ogni tipo di rapporto con il governo, e in una lettera si appellano al presidente della Repubblica Napolitano. E nella serata di ieri sono circolate voci su uno stallo in consiglio dei Ministri proprio sulla sanità. La riunione dell’esecutivo infatti è cominciata con un’ora di ritardo per effetto di un incontro preliminare tra Monti e il ministro della Salute Balduzzi, reduce dal duro faccia a faccia con le Regioni. La prospettiva che andava delineandosi era quella di stralciare il comparto sanità dal decreto per poi varare un provvedimento più leggero. Pesante anche il capitolo della giustizia, che dovrebbe portare a un taglio di circa 300 uffici giudiziari tra tribunali, procure e sezioni distaccate. Oggi Cgil, Cisl e Uil del settore manifesteranno in molte città. Rinvio invece per le Province, un punto politicamente troppo scomodo: di tagli se ne parlerà in un secondo momento. Così come sono saltati i risparmi di 100 milioni su due anni per acquisto di armamenti. Tra tagli del super-commissario Bondi e quelli decisi dai ministeri, sono centinaia le voci che vengono toccate. Per quanto riguarda le pubbliche amministrazioni l’indicazione, fino a ieri sera, era di un taglio del 10% per il personale e del 20% per i dirigenti, con varie formule di esodo tra cui anche quella di possibili deroghe alle nuove regole pensionistiche. Sospesi inoltre i concorsi per dirigenti di prima fascia fino al 2015. La spending review introdurrà anche una «pagella» sull’attività dei singoli dipendenti pubblici. Una manovra che potrebbe rappresentare una prima tranche, in attesa che Bondi abbia concluso l’esame degli «sprechi». In particolare si punterebbe sulle forze armate (risparmi su armamenti, navi e fregate in vendita, ridimensionamento delle missioni). Intanto il governo si augura di aver così scongiurato l’aumento dell’Iva a ottobre di 2 punti percentuali. L’aumento ci sarà, stando così le cose, da luglio 2013, mentre è stato eliminato l’ulteriore aumento dello 0,5% previsto dal 2014. Anzi l’obiettivo sarebbe quello di evitare anche l’aumento del 2013 attraverso i nuovi tagli.

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