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Data: 07/07/2012
Testata giornalistica: La Gazzetta del Mezzogiorno
Trenitalia dà ragione alla Puglia «Sud discriminato sui trasporti » Il ministro Barca: «Rivedremo contratto di servizio 2012-2014»

ROMA. Il governo ha riaperto il confronto con le Regioni del Sud sul contratto di servizio per il trasporto ferroviario universale e Trenitalia ha ammesso che i collegamenti tra le varie aree del Paese vanno riequilibrati. Dopo le proteste, le lettere, i dossier e gli scontri dell'amministrazione pugliese con i Ministri e il gruppo Fs, che aveva unilateralmente ridotto i treni notturni e diurni, isolando il Mezzogiorno e, in particolare, la dorsale adriatica, il ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca , ha chiamato allo stesso tavolo gli assessori ai Trasporti delle regioni meridionali, Trenitalia e le parti sociali. Oggetto del confronto: la verifica del contratto per il servizio contribuito 2009-2014, per onorare il quale i fondi sono passati da 300 a 220 milioni. Troppo pochi, secondo l'a m m i n i s t r at o re delegato di Fs, Mauro Moretti , che ai primi di giugno aveva avvertito che senza fondi, nel 2013 si rischiava la soppressione dei treni regionali. «Il problema sarà risolto, troveremo un accordo» ha assicurato il ministro Barca lasciando l'incontro a largo Chigi, preparatorio della prossima riunione del Cipe sulla programmazione 2012-2014 di Trenitalia. Una specie di controllo sull'attuazione del contratto di servizio. «Abbiamo deciso che i dati non verranno più forniti a livello nazionale, ma per singole aree, per poter verificare la differenza del servizio ferroviario», ha spiegato il titolare della Coesione Territoriale, non senza ammettere che, sul trasporto regionale, la comunicazione tra i vari livelli «non è stata delle migliori». Soddisfatto dall'esito della riunione si è detto l'assessore alle Infrastrutture della Puglia, Guglielmo Minervini : «Anche l'ad di Trenitalia, Vincenzo Soprano , ha condiviso i dati da noi forniti: sulla dorsale adriatica c'è il 44% in meno di collegamenti ferroviari, rispetto alle riduzioni del 3-4% dei treni regionali al Centro e al Nord», spiega. Ma ciò che Minervini ritiene più importante, così come l'assessore alle Infrastrutture della Basilicata, Agatino Mancusi , è che «per la prima volta il governo sta riassumendo la sua funzione politica di programmazione», tanto che quello di ieri è stato il primo confronto in una sede governativa. Così Trenitalia avrebbe gestito «surrettiziamente» il servizio in base alle risorse disponibili, occupando il vuoto politico lasciato dal governo. Ora «Soprano ha ammesso che, a parità di fondi, il servizio va riprogrammato perché ci sono pesanti sperequazioni tra Nord e Sud, ma ha anche fatto capire che non si possono toccare certi treni: come se le reazioni del Mezzogiorno fossero meno importanti di quelle del Settentrione», aggiunge Minervini. Nei prossimi mesi si aprirà quindi un confronto tecnico e una analisi dei servizi impropri, «perché è impossibile che tra Ventimiglia e Milano il servizio universale preveda 20 coppie di treni al giorno a fronte delle 14 coppie di tutta la dorsale adriatica», ha osservato l'assessore pugliese. Il risultato di questa revisione sarà contenuta nell'allegato al contratto di servizio di Trenitalia, che deve essere approvato entro dicembre 2012. Il confronto continua .

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