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Data: 07/07/2012
Testata giornalistica: Il Mattino
Tagli ai trasporti, ieri lo stop «Vetrella assessore inadeguato»

Cancellazione del trasporto pubblico locale e del diritto alla mobilità dei cittadini. È il rischio paventato dai sindacati di fronte ai tagli incessanti disposti al settore dalla Regione, tanto sul ferro, quanto sulla gomma. Il grido d'allarme di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti e Ugl si è tradotto ieri in 4 ore di sciopero. Per ciò che attiene ai treni, a innescare le polemiche è stata la rescissione del contratto con Trenitalia, valido sino al 2014, da parte dell'assessore regionale Sergio Vetrella. Pietro Nappi, responsabile provinciale della Filt Cgil, è drastico: «Abbiamo un assessore inadeguato. Ha scelto di rescindere il contratto quando avrebbe dovuto farlo Trenitalia, dal momento che la Regione non gli ha ancora versato il dovuto. A pagare, dopo la soppressione dell'Avellino Rocchetta e dell'Ariano-Foggia, saranno ancora una volta le aree interne». Il rischio evidenziato dai sindacalisti, infatti, è che a breve possano essere cancellate ulteriori dieci corse lungo l'asse superstite Benevento-Salerno-Avellino. «In questo modo - commenta ancora Nappi - si tornerà esattamente al punto di partenza del marzo scorso: soppressione delle corse e rischio di chiusura per la Stazione di Avellino». C'è poi il grande capitolo del trasporto su gomma. Qui il problema è la mancata corresponsione, dalle Regioni alle Province, dei fondi relativi ai Contratti di servizio. Risultato: le aziende sono a secco, gli stipendi ritardano e gli esuberi sono dietro la porta. I contributi sono fermi al mese di marzo. All'appello manca una cospicua fetta dei 10 milioni previsti su base annua. Antonio Aiello, segretario regionale della Uil Trasporti, è chiaro: «L'assessore regionale al Bilancio, Gaetano Giancane, ha rilevato un vuoto di liquidità e ha scelto di bloccarli. Le aziende minori, pertanto, sono in grande sofferenza. Quelle maggiori, come la Sita, hanno invece fatto ricorso a proprie anticipazioni. Altre rischiano il fallimento. Il nostro obiettivo è arrivare a breve a un incontro con Caldoro per tutelare i dipendenti». Ma in Irpinia la situazione appare già decisamente critica. «Al momento - riferisce il delegato provinciale della Uil Trasporti, Piero Loggia - ci sono aziende che non pagano da 4 mesi, come la Acierno di Baiano, o da due mesi, come la Bartolini. Altre, come la di Maio di Calitri, minacciano di ritardare. Bisogna lanciare un forte segnale alle istituzioni». Al governo, il sindacato chiede di approntare un apposito piano di rientro. «Alla Provincia di Avellino, l'unica ad aver appostato risorse per un 1,7 milioni, chiediamo di predisporre il Piano triennale dei trasporti, tuttora al palo, e realizzare un'unica gara per l'affidamento del servizio su base provinciale», ricorda Pietro Nappi. «La Regione - chiosa invece Antonio Aiello - sta dando priorità all'area partenopea. Ma in una provincia come l'Irpinia, in cui i servizi sono già al minimo, il rischio è che la privatizzazione in atto del settore, spacciata per liberalizzazione, decreti la vera e propria fine del trasporto pubblico locale».

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