Iscriviti OnLine
 

Pescara, 30/03/2026
Visitatore n. 752.744



Data: 07/07/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Statali, via in 6-7mila È l’addio al posto fisso. Con la mobilità arriva anche la riduzione dello stipendio all’80 per cento Dimezzamento delle Province, tagliati 18 mila posti letto negli ospedali

Per i dipendenti pubblici, sotto la scure del governo finiscono anche le ferie (non potranno essere pagate), i buoni pasto (non più di 7 euro) e le consulenze ai pensionati

ROMA Doveva essere “solo” un provvedimento di riduzione della spesa per schivare l’aumento di due punti dell’Iva, almeno fino a luglio del prossimo anno. E, invece, la cosiddetta spending review si è trasformata nella “rivoluzione” del governo Monti. Perché le misure contenute nel decreto legge (firmato ieri dal presidente Giorgio Napolitano), per la prima volta, mettono mano a settori ritenuti intoccabili. In particolare, su Province, sanità, giustizia e organici delle pubbliche amministrazioni è calata la mannaia del rigore montiano. Con questa manovra lo Stato risparmierà 26 miliardi nei prossimi tre anni: 4,5 nel 2012, 10,5 nel 2013 e 11 nel 2014. Tra gli interventi epocali ci sono la decimazione dei dipendenti pubblici attraverso prepensionamenti e mobilità, il dimezzamento delle Province, la riduzione di 18mila posti letto nelle strutture ospedaliere, la chiusura di 295 circoscrizioni giudiziarie. Statali: via 6-7mila entro l’anno. La stangata più pesante colpisce questa categoria. Perché il decreto sulla spending review mette in discussione un must tutto italiano: il posto fisso e lo stipendio fisso. La riduzione complessiva sarà del 20% per i dirigenti e del 10% per tutti gli altri dipendenti. Per falciare la pianta organica ogni amministrazione avrà a disposizione due strumenti: i prepensionamenti e la mobilità. Per i prepensionamenti si partirà dai lavoratori che entro il 2014 matureranno i requisiti fissati prima della riforma Fornero. Quindi, entro la fine del 2012 dovrebbero andare via circa 6-7 mila persone. Mentre con la mobilità arriva la riduzione dello stipendio, l’80% della busta paga base senza straordinari e indennità. Sotto la scure del decreto sono passate anche le ferie (non potranno essere pagate), i buoni pasto (non più di 7 euro), e le consulenze (tolte) per i dipendenti pubblici in pensione. Sanità. È l’altra svolta del dl. Evitata la chiusura in blocco dei mini-ospedali sotto gli 80 posti letto, l’esecutivo ha optato per una consistente revisione (a carico delle Regioni)del rapporto tra abitanti e posti letto che entro il 30 novembre dovrà raggiungere lo standard di 3,7 per 1000 abitanti. Il taglio stimato è di circa 18mila letti tra pubblico e privato accreditato, con una quota di pubblico che deve essere «non inferiore al 40% del totale». Via le Province. Salvo modiche al testo del decreto che il 31 luglio approderà alla Camera, la previsione è quella di ridurre e accorpare le Province fino ad arrivare al numero di 50.Vengono istituite 10 città metropolitane. Istruzione. Sparito dal dl il taglio di 200 milioni di euro alle università. Saltati anche i fondi alle scuole non statali mentre 10 milioni vanno agli atenei privati. Inoltre, vengono destinati 90 milioni in più per il diritto allo studio e 103 milioni per «la gratuità dei libri» nelle scuole secondarie di primo grado. Salta la stretta sui bidelli: l’organico non verrà ridotto. Dall’anno scolastico 2012-2013 arriva la pagella online, che avrà la stessa validità del documento cartaceo; telematici saranno anche i registri con i voti, le note, le sospensioni e le iscrizioni agli istituti scolastici. E aumentano le visite fiscali: alle Regioni sarà trasferita una somma forfettaria di 23 milioni che consentirà alle scuole di usufruire delle visite fiscali senza oneri finanziari e amministrativi. Forze armate. I tagli al ministero della Difesa faranno risparmiare un miliardo di euro nel biennio 2013-2014, mezzo miliardo per anno. A questi si aggiungono i risparmi derivanti dalla cessione di tutti gli immobili della Difesa al fondo del demanio e dalla decurtazione del 10% del personale. Le Forze armate ridurranno il totale generale degli organici in misura non inferiore al 10%. Fondi terremoto. La spending garantirà risorse per due miliardi tra il 2013 e il 2014 da destinare ai terremotati in Emilia Romagna. Auto blu. Tagliata del 50% la spesa per l’acquisto, la manutenzione e il noleggio del parco auto della Pa. Intercettazioni. Il numero dei controlli resta invariato, ma sul fronte intercettazioni il decreto taglia 60 milioni. Enti locali. Calano i trasferimenti (-7,2 miliardi) per Regioni, Comuni e Province.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it