Obiettivo unificare la gestione di logistica e servizi
ROMA Cancellare i doppioni, certo. Ma anche ripensare gli uffici con funzioni ispettive e di controllo, e soprattutto ridisegnare la rete periferica dello Stato privilegiando la dimensione regionale o interregionale. La riduzione degli organici pubblici non sta solo in una percentuale, il -10 per cento dei dipendenti e il -20 dei dirigenti. L’operazione che dovrebbe portare, nelle intenzioni, ad uno Stato più snello ed efficiente dovrà essere guidata da alcuni criteri che sono elencati nel testo del decreto. Nella logica della spending review, si parte dalla rivisitazione dell’attuale assetto, per concentrare quanto più possibile le funzioni istituzionali. Ci sono dei compiti che non ha senso svolgere separatamente in tante piccole strutture, che possono essere centralizzati con guadagno di efficienza. È il caso ad esempio della logistica, della gestione del personale e dei servizi comuni: in una determinata porzione di territorio può farle un solo ufficio per tutti, anche grazie all’aiuto della tecnologia.
Naturalmente non è la prima volta che lo Stato si pone obiettivi di questo tipo. Ma spesso, finora, la spinta a semplificare si è scontrata con le resistenze Stavolta l’idea è intervenire in maniera generalizzata. E si punta su un modello, quello della Prefettura come «Ufficio territoriale dello Stato». Finora lo era del governo, e il lieve cambio di denominazione vuole essere significativo: avrà la funzione di rappresentanza unitaria dello Stato sul territorio, seppur «nel rispetto dell’autonomia funzionale e operativa degli altri uffici periferici delle amministrazioni». Viene confermata la dimensione provinciale, ma allo stesso tempo si apre alla possibilità di forme di coordinamento anche a livello regionale o interregionale.
Tutte le strutture periferiche dello Stato, ad esempio l’ufficio provinciale del Lavoro oppure la Motorizzazione civile, dovranno tendenzialmente condividere una serie di servizi. Le aree maggiormente interessate dal coordinamento saranno la gestione del personale, il controllo di gestione, l’economato, i servizi informativi, i contratti, l’utilizzo degli immobili. Questo sforzo di razionalizzazione dovrà portare ad una riduzione del 10 per cento della spesa dello Stato per queste funzioni. E dovrebbe essere anche l’occasione per ripensare l’utilizzo delle risorse umane: i dipendenti non più adibiti ad una certa mansione dovranno essere ricollocati oppure posti in mobilità secondo le procedure del decreto 165 del 2001.
Un altro criterio esplicitamente citato nel decreto, ai fini della riduzione degli organici, riguarda in modo specifico i dirigenti. È prevista la «tendenziale eliminazione» degli incarichi di consulenza, studio e ricerca, oppure ispettivi. Insomma le mansioni svolte dai dirigenti che per vari motivi non hanno un ufficio vero e proprio da dirigere e che per questo vengono a volte posti in una sorta di limbo. Saranno loro, probabilmente, i primi candidati alla mobilità.