PESCARA «Ho assunto quel compito con l’impegno di chiudere l’emergenza e di avviare la ricostruzione materiale, sociale ed economica di quella parte dell’Abruzzo terribilmente segnata dall’evento sismico. Quell’impegno si è sostanzialmente concluso da qualche mese e, di conseguenza, già dal dicembre dello scorso anno ho pubblicamente dichiarato di essere intenzionato a favorire il processo di ritorno alle competenze ordinarie a favore della Regione Abruzzo e degli enti locali, secondo quanto stabilisce la Carta costituzionale». È quanto scrive il presidente dfella Regione, Gianni Chiodi, al premier, Mario Monti, nella lettera in cui annuncia le dimissioni da Commissario per la ricostruzione. Una nota di tre pagine, inviata ieri, in cui Chiodi elenca ciò che è stato fatto prima e dopo il suo insediamento, avvenuto nel febbraio 2010, a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto del 6 aprile 2009. «Alla luce delle attività svolte, è mia ferma intenzione agevolare tempestivamente la responsabilizzazione delle Istituzioni locali che, ora, dovranno procedere con la ricostruzione dei centri storici con tempi certi, trasparenza ed efficacia», scrive Chiodi. Le opposizioni hanno accolto con sollievo le dimissioni del governatore, che secondo Alfonso Mascitelli, senatiore e coordinatore regionale Idv, «sono un’ottima notizia, anche se arrivano in ritardo e lasciano un’eredità molto pesante». «Ci auguriamo», aggiunge Mascitelli, «che il premier Monti dimostri buon senso e accolga senza esitazione le dimissioni di Chiodi, perché l’Abruzzo deve poter ripartire al più presto». Il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, si augura «che si chiuda presto, prestissimo, la pessima esperienza della gestione commissariale di Gianni Chiodi. L’idea che Chiodi ha messo in campo è esattamente l’opposta di quella per cui il Pd, ad ogni livello ed a partire dall’azione del sindaco Massimo Cialente, si è opposta», aggiunge Paolucci. «C’era e c’è ancora bisogno di partecipazione, trasparenza, tempi rapidi e risorse certe».