ROMA «Mobilitazione» è con questa parola, premessa di un prossimo sciopero generale, che il leader della Cigl, Susanna Camusso, porta avanti la linea dei sindacati contro le misure previste dal decreto legge sulla riduzione di spesa. La stangata, che per effetto della spending review, si è abbattuta soprattutto sulla sanità e sugli statali fa insorgere le associazioni di categoria. E, inaspettatamente, al fianco della Camusso all’attacco del governo si schiera il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. «Non è una seria accetta che interviene su sprechi e problemi» dice la guida della Cgil criticando il decreto legge. E Squinzi, approvando le parole della Camusso aggiunge: «Dobbiamo anche evitare la macelleria sociale». L’obiettivo dei sindacati è cambiare il provvedimento che «in realtà è una manovra non dichiarata che deve fare cassa» ribadisce la Camusso precisando come il decreto rappresenti «ancora una volta un taglio lineare degli enti locali, delle Regioni e della sanità. Quindi al di là delle dichiarazioni rassicuranti, la verità è che si mettono in discussione i servizi alle persone, già tagliati dalle finanziarie precedenti». Poi la sindacalista annuncia: «L’Italia non può più aspettare. Avevamo immaginato che sulla spending review potessero esserci risposte, ma non ci sono. E a tutto ciò si risponde con la mobilitazione che abbiamo iniziato, ma sentiamo l’esigenza di una iniziativa generale perché se non si comincia a creare lavoro cominciamo a precipitare». Si profila dunque uno sciopero generale, probabilmente a settembre. «A luglio non ci sono le condizioni per lo sciopero generale, ma forse per una grande iniziativa sulla sanità sì», aggiunge. «Condivido praticamente tutto di quello che ha detto Susanna Camusso sulla spending review», dice Squinzi durante il faccia a faccia pistoiese con la leader Cgil. «Condivido in particolare - continua il numero uno degli industriali - che si siano creati degli appesantimenti della struttura dello Stato con nomine di tipo politico». Per Squinzi la spending review è «un primo intervento», ma poi insiste sulla necessità di «evitare la macelleria sociale, dobbiamo razionalizzare e semplificare la pubblica amministrazione eliminando le ridondanze. Se non dimagriamo un po’ in salita non andiamo». Non escludendo la possibilità di introdurre una patrimoniale (che non tocchi le imprese) «se fossimo in emergenza», Squinzi ribadisce: «Siamo un po’ stufi di sentir parlare di crescita e di non aver visto nessun provvedimento che inverta la tendenza». Pronto alla mobilitazione, ma poco convinto dello sciopero generale, il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. «La Cisl si mobiliterà per chiedere una vera riorganizzazione del pubblico impiego. Ma non ho mai parlato di sciopero generale». Direzione che invece non esclude la Uil della Pubblica amministrazione. «Tutto l’operato Bondi che interviene sui costi degli acquisti e sugli affitti dei pubblici uffici è ottimo - conferma il segretario generale della Uil Pa, Benedetto Attili - Ci preoccupano invece gli interventi sulle prestazioni sanitarie e il taglio degli organici che, così come descritto, non porterà alcun vantaggio».