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Pescara, 30/03/2026
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Data: 08/07/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Province - Fa discutere l’ipotesi di fusione con L’Aquila

Il provincione Teramo- L’Aquila? «Una follia» per il direttore della biblioteca provinciale Delfico, Luigi Ponziani. Il suo convincimento parte da assunti culturali e socio-economici che rendono l’idea impraticabile. «Il criterio usato è fuori da ogni logica, con l’Aquila non ci lega nulla, sarebbe stato più conseguente un accorpamento con Pescara per rispolverare l’antica provincia che fino al 1927 arrivava a Castellamare Adriatica, l’attuale Pescara».
Per Ponziani un legame con i territori di Fermo e Ascoli o con quello del capoluogo adriatico sarebbe stato avvalorato dalla storia «dagli assetti dei territori, dall’economia agraria, dai collegamenti viari», mentre L’Aquila non veniva fatto oggetto di transito «nemmeno quando ci si doveva recare a Napoli, infatti si sceglieva la via per Pescara e Popoli». A questo punto resta fondamentale trovare anche una soluzione per la biblioteca teramana che senza dubbio resta, sempre a detta del direttore, una bella realtà tra le quattro province abruzzesi: «Chi sarà l’ente gestore in gado di farla camminare, non penso i Comuni» conclude Ponziani.
L’assessore al bilancio, Davide Di Giacinto, individua nella misura governativa che si sta configurando non un risparmio «bensì un aumento di costi e quindi di disservizi che oltretutto farà di Teramo non più una città capoluogo bensì una normale realtà come tante altre» senza più nemmeno la Prefettura. Inoltre, al pari della biblioteca provinciale che fine farà l’istituto musicale Braga? Chi sarà in grado di farlo sopravvivere, quale ente potrà fornirgli la benzina? In attesa che i criteri governativi utilizzati per questi tipi di accorpamenti si chiariscano, si segnala in Provincia di Teramo uno strano fenomeno di ritorno a via Milli dopo la fuga tentata verso i piccoli comuni.

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