Il presidente della Regione: continuo nelle mie funzioni fino a quando il governo Monti deciderà il da farsi
Nuova legge settimana con tanti appuntamenti
Quella che si apre domani sarà una settimana importante per la legge sulla ricostruzione dell’Aquila che sta per approdare in Parlamento. Tanti gli appuntamenti previsti. Domani alle 10 a Palazzo Silone incontro fra i sindaci dei Comuni e i parlamentari abruzzesi, alle 18 sempre di domani il ministro Barca parteciperà a una iniziativa organizzata dalla Rai a Collemaggio, martedì ancora Barca, alle 13, a Roma spiegherà i contenuti della legge. Mercoledì alle 18 alla casa del Volontariato incontro sul centro storico, giovedì 12 consiglio comunale.
di Giustino Parisse wL’AQUILA Presidente Chiodi, lei lascia l'incarico di commissario un mese e mezzo prima della scadenza prevista nella nuova legge ora all'attenzione del Parlamento. Non c'è il rischio che si venga a creare un vuoto di potere che può causare un danno alla ricostruzione ? Beh, mi sembra strano che dopo che il Comune dell'Aquila, ma anche voi giornalisti, avete chiesto a gran voce le mie dimissioni ora ci si preoccupi del fatto che le ho date. Sì, ma le procedure per il passaggio dei poteri non sono una questione solo politica ma anche tecnica e amministrativa. Se prima la nave non aveva una meta precisa ora rischia di andare alla deriva. Su questo gli aquilani possono stare tranquilli. Come avrete notato io nella lettera a Monti ho scritto che rimettevo il mandato da commissario. Non ho scritto "arrivederci e grazie". Io non scappo dalle mie responsabilità, non l'ho mai fatto in questi anni e non lo faccio certo ora. La parola adesso è al governo e al presidente del consiglio. Io sono commissario dimissionario ma continuo nelle mie funzioni fino a quando il governo prenderà le sue decisioni. Per capirci: se domattina devo firmare un mandato lo firmo, quindi non si blocca nulla. Il mio atto, le dimissioni, sono _ appunto _ un fatto politico. Avevo detto che avrei lasciato il 30 giugno e l'ho fatto. Anzi spero fortemente che questa mia decisione possa accelerare il passaggio dei poteri ai Comuni, non ritardarlo. Secondo lei che cosa potrebbe succedere da oggi al 31 agosto quando la nuova legge pone lo stop, diciamo ufficiale, al commissariamento? Non sono certo io che devo dare consigli al ministro Barca o al premier. Il governo potrebbe decidere di inviare un altro commissario, magari che so, un funzionario della Ragioneria dello Stato oppure uno stretto collaboratore del ministro Barca. Ma questo non dipende certo da me. C'è anche un'altra ipotesi, che cioè Monti le chieda di restare ancora per un po'. Lei accetterebbe? Guardi, come ho già detto le mie sono dimissioni che hanno una valenza politica, e tali restano. La parola ora è al presidente del consiglio. Deve essere il governo a valutare la situazione. Un po’ prima delle sue dimissioni ci sono state anche quelle del capo della struttura tecnica di missione l'architetto Gaetano Fontana. Sì, l'architetto Fontana mi ha presentato una lettera di dimissioni. Io gli ho chiesto di rimanere il tempo necessario per le procedure legate alla rendicontazione. La nuova legge per la ricostruzione è ora all'attenzione del Parlamento. Come la giudica? Penso sia una buona legge. Avrei voluto più attenzione per il finanziamento delle seconde case e che fossero maggiormente riconosciuti l'impegno e la professionalità di tante persone che hanno lavorato con noi in questi tre anni. Lei ha avuto anche una esperienza come sindaco di Teramo. Pensa che un Comune possa far fronte a una mole così grande di responsabilità, che deriva anche dal dover gestire somme enormi, nell'ordine dei miliardi di euro? Io non sarei tanto preoccupato dalla mole di lavoro. Se ci organizza bene si può fare. Invece sono preoccupato da altro. La norma che vieta il doppio ruolo di amministratore pubblico e di progettista o direttore dei lavori l'ho voluta con forza. La politica deve stare il più lontana possibile dai soldi. Le nuove strutture che nasceranno dovranno fare valutazioni tecniche e non devono essere influenzate da interessi particolari o di lobby. Vede, della filiera si è detto di tutto: che è stata lenta o addirittura che ha bloccato la ricostruzione. Ma io sono testimone del fatto che grazie alla filiera 460 milioni di euro non sono finiti in mano a chi non ne aveva i requisiti anche se quei soldi li aveva chiesti. Sappiamo che le mele marce sono ovunque, ma le mele marce vengono scoperte se il sistema dei controlli è efficace e le procedure sono rigorose, altrimenti si potrebbe innescare un meccanismo di micro-corruzione capace di fare danni enormi. Due anni e mezzo da commissario. Dal punto di vista umano cosa le resta? Tutti questi tre anni e soprattutto i primi giorni dopo il sisma, mi hanno insegnato che fare l'amministratore non è stare su una poltrona ma che si può e si deve essere utili alle persone. Anche da presidente della Regione seguirò passo passo la ricostruzione dell’Aquila. Anzi forse la seguirò meglio.