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Pescara, 30/03/2026
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Data: 08/07/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Armatori e Wwf si alleano per un altro Prg salva-porto. Spina: «Si deve tornare all’antico e spendere meno»

L'ormeggio forzato scatta ufficialmente domani, con un fermo biologico eccezionalmente lungo per la marineria pescarese impantanata dal mancato-dragaggio. Con un'iniezione di ben 780mila euro Regione, Comune, Camera di Commercio e Provincia hanno rimpolpato gli aiuti. Un tampone, quando l'emergenza-porto è ancora tutta da risolvere: alleati, pescatori e ambientalisti lanciano le loro proposte per sciogliere i nodi che continuano a tenere insabbiati i fondali. Tempi e modi del dragaggio, e un assetto del porto alternativo a quello proposto dal Comune: sono i cardini della piattaforma di Wwf, associazioni di armatori e comandanti di pescherecchi. «Già a dicembre avevamo segnalato agli enti la centralità della vasca di colmata per la soluzione emergenziale del dragaggio - premette Augusto De Sanctis, Wwf -: chiediamo che le operazioni partano il 15 settembre, per 500mila metri cubi. Ma si comincino a costruire da ora soluzioni strutturali, viste le nuove competenze trasferite alle Regioni: l'Abruzzo è in ritardo nel dotarsi di una regolamentazione coerente. A Pescara la vasca di colmata sarebbe centrale per l'accumulo, decantazione dei materiali che si potrebbero riutilizzare nell'edilizia o nel riempimento di cave. Per lo smaltimento della porzione inquinata si deve invece individuare, con tecnologia Gis, un sito pubblico di smaltimento per tutti i porti abruzzesi. Ma anche l'Arta deve riorganizzarsi».
Dragaggio ma non solo contro l'insabbiamento: gli armatori lanciano la controproposta su un nuovo assetto di porto, sfidando quello sotto esame Vas presentato dal Comune che prevede una deviazione a esse del fiume, un bacino commerciale e uno per i pescherecci a nord. Più sobrio, e coerente con la tradizione pescarese, l’idea su cui invece converge la marineria.
«Bisogna tornare all'assetto del porto antico con imboccatura a nord est, allungando i moli nord e sud oltre la diga foranea che verrebbe tagliata per 100 metri: si proteggerebbe il porto dall'accumulo di sabbia e il nuovo canale di uscita sarebbe più largo - dice l’armatore Antonio Spina -. Un'operazione da 20 milioni, mentre il piano faranoico proposto dal Comune costerebbe invece 120milioni, per poi lievitare a oltre 200 secondo le nostre stime».
Intanto per dare una mano alla marineria, due le manovre messe in campo: fermo biologico lungo 3 mesi, da domani al 5 ottobre, e risorse per 780mila euro con il protocollo tra Regione, Comune, Camera di commercio e Provincia. Le associazioni di categoria presenti nella giunta della Camera di commercio, che di suo tirerà fuori 100mila euro, hanno deliberato all'unanimità l'adesione al protocollo, ma segnalano la necessità di aiuti anche ad altri operatori che ruotano attorno all'economia portuale.

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