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Pescara, 30/03/2026
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Data: 09/07/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sono 24 mila gli esuberi di ministeri e enti locali. Per i 55 mila esodati in più 4,1 miliardi in sette anni

ROMA Risparmi, contenimenti, riduzioni. In una parola sacrifici. Ma anche maggiori spese: per salvaguardare 55.000 esodati in più e per scongiurare il programmato aumento dell’Iva, soprattutto. La relazione tecnica al decreto sulla spending review mette giù le prime cifre sull’impatto delle misure decise dal governo. Nel pubblico impiego si profilano 24.000 esuberi. Arrivano però 4,1 miliardi complessivamente per i 55 mila esodati aggiunti ai 65 mila già salvaguardati. E’ un onere che lo Stato comincerà a pagare dal 2014 e che la relazione tecnica di accompagnamento alla spending review valuta in 190 milioni il primo anno. Il costo è crescente fino al 2017 quando si tocca l’apice a 1,18 miliardi e si riduce gradualmente fino a 35 milioni aggiuntivi nel 2020.
Non è l’unica novità del testo che accompagna, spiegandola, l’operazione di risparmi e selezione della spesa pubblica. Un posto di rilievo riguarda la sanità: la stretta sarà di 900 milioni quest’anno, come si sa, che dovranno arrivare per 325 milioni dalla spesa farmaceutica territoriale (le medicine nelle farmacie convenzionate), per 505 milioni dalla riduzione dei costi nelle forniture di beni e servizi da parte di Asl e ospedali e per 70 milioni dai tagli a ambulatori e cliniche convenzionati. Il beneficio che si otterrà con la riduzione dei posti letto è inferiore a quel che si potrebbe pensare: 20 milioni nel 2013 e 50 l’anno successivo.
La terza gamba sono gli interventi sulle amministrazioni statali. La riduzione della pianta organica pari al 20% per i dirigenti e al 10% per il personale comporterà circa 24.000 esuberi, divisi tra ministeri ed enti pubblici non economici (11.000) ed enti locali escluse le Regioni (13.000). La previsione è che complessivamente 8.000 tra di loro abbiano però i requisiti per andare in prepensionamento con i criteri antecedenti alla riforma Fornero. Per gli altri 16.000, che non risulteranno riassorbibili, il decreto ha previsto un prolungamento del periodo di mobilità da 24 a non più di 48 mesi per il personale in disponibilità che maturi nel frattempo i requisiti per il prepensionamento.
La relazione precisa che le cifre riguardanti gli statali sono al momento solo delle stime presuntive poiché il conto vero e proprio si potrà fare solo dal 31 ottobre quando saranno emessi i decreti sulle piante organiche. Intanto, il tetto a 7 euro per i buoni pasto (dirigenti inclusi) dei dipendenti pubblici consentirà di risparmiare 53,8 milioni. E con la concentrazione degli acquisti di beni e servizi sulla piattaforma Consip si punta a risparmi di 480 milioni nel 2013, 960 milioni nel 2014 e 1,6 miliardi nel 2015. Infine, il taglio del 15% sugli affitti farà recuperare circa 90 milioni l’anno a regime.
Il capitolo Giustizia è corposo. La riduzione di 674 uffici del giudice di pace, di 220 sedi distaccate e di oltre 70 uffici giudiziari farà risparmiare 35 milioni quest’anno e 70 il prossimo. Rispettivamente 20 e 40 milioni di risparmi sono attesi dalla razionalizzazione delle intercettazioni telefoniche.
Nel computo dei costi e benefici, si scopre che lo Stato risparmierà 25 milioni nel 2012 e 75 milioni nel 2013 eliminando l’obbligo di pubblicazione sui quotidiani degli avvisi e bandi di gara per gli appalti. La pubblicità sarà garantita sui siti dei ministeri interessati e sulla Gazzetta ufficiale.

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