Sarà stato il virus "Dns Changer", che ha infettato 400mila computer in tutto il mondo o forse, più realisticamente, il cattivo funzionamento del software di gestione, ma sta di fatto che ieri mattina molti mezzi della Gtm sono rimasti nel deposito perché è andato in corto il sistema informatico. In sostanza, non si riusciva a capire chi dovesse fare cosa e dove dovesse andare. Anche ieri diversi mezzi che circolano erano senza impianto di condizionamento dell’aria. Un autobus della linea 14 è andato in panne e così l’autista è rientrato al deposito con tutti i passeggeri a bordo per poter cambiare mezzo. Sulla carta si tratta di piccole disfunzioni, ma non la pensano così gli utenti, alle prese con una riorganizzazione dei servizi che lascia molto a desiderare, che la stessa Gtm ha annunciato di voler rivedere. Un discorso a parte merita l’organizzazione complessiva, visto che fino a dieci giorni fa, nel pieno del primo anticiclone africano, alcuni autobus circolavano ancora con gli pneumatici da neve montati. E alla lunga lista delle proteste dei pendolari si aggiunge anche quella dei sindacati. «La netta sensazione - commentano le segreterie di Filt Cgil, Fit Cisl, Faisa Cisal e Ugl Autoferro - è che abbiano perso letteralmente la bussola e stiano operando d'istinto senza alcuna programmazione. Per mesi e mesi ci hanno ripetuto che non erano possibili le trasformazioni del personale di guida da part-time a full time in quanto l'organico aziendale era ampiamente sovradimensionato. Ora d'improvviso si accorgono che non sono più in grado nemmeno di garantire il normale servizio e sono costretti a ricorrere all'assunzione di personale esterno, attraverso le agenzie interinali, per far fronte a servizi supplementari originariamente non programmati. Una procedura inusuale ed irrazionale - la definiscono - compiuta dall'azienda in palese violazione dei dettami del contratto collettivo. Fatti e accadimenti che si presentano a ridosso della presentazione del progetto di fusione di Gtm, Arpa e Sangritana e che pertanto necessitano di un immediato intervento della Regione affinché induca i vertici aziendali della Gtm ad occuparsi di più dei problemi del servizio e delle condizione dei lavoratori dipendenti e meno dei bandi di gara e delle questioni che non attengono agli interessi aziendali».