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Data: 10/07/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
Spending review - A fine 2012 la Campania avrà 250 milioni in meno Caldoro: "Qui sanità e trasporti non si possono toccare, siamo già ai minimi"

TIZIANA COZZI DUECENTOCINQUANTA milioni in meno per la Campania entro la fine dell'anno. Ha questo prezzo la spending review per la Regione. Giustizia e Province gli ambiti più colpiti. Quattro tribunali cancellati, una la Provincia a rischio (Benevento) quella di Napoli sarà sostituita dalla Città metropolitana. Non è immune dai tagli la sanità, sulla quale pesa però l'incertezza. Si salvano i mini ospedali (i tagli li deciderà la Regione) mentre il decreto richiede la riduzione dei posti di letto ma lo standard attuale della nostra regione rivela un rapporto di 3,4 posti per 1.000 abitanti contro i 3,7 programmati dalla revisione di spesa del governo. Vale a dire che siamo già al di sotto dei parametri prefissati. Tagli significativi riguarderanno invece l'acquisto di beni e servizi e della farmaceutica che incideranno profondamente sulla qualità dell'assistenza. Colpita dall'austerity anche l'università Federico II, sul fronte del personale della pubblica amministrazione. Entro il 2012 andranno in pensione circa 450 ricercatori e professori e 700 tra personale tecnico amministrativo e non verranno sostituiti se non in minima percentuale. In bilico anche centinaia di posti di lavoro negli enti locali, tra cui Regione e Comuni. Lunedì il provvedimento approderà al Senato, poi il 31 luglio passerà alla Camera.I primi tagli, se tutto dovesse essere confermato, partiranno già da settembre, a fine anno si dovrebbero già intravedere i primi risultati nelle casse di Palazzo Chigi. Situazione impossibile da gestire per le Regioni. È per questo che i governatori del Sud hanno scelto di coalizzarsi. I presidenti Stefano Caldoro, Nichi Vendola (Puglia) e Giuseppe Scopelliti (Calabria) lavorano insieme per proporre alcune modifiche. «Si tratta di una manovra aggiuntiva - spiega il presidente Caldoro - che incide sui servizi minimi e sulle prestazioni alle persone. La Campania per prima incontrerà dei problemi ad applicarla. Il Parlamento deve cambiarla. Trasporti e sanità non si possono toccare, sono già ai minimi. La riduzione della spesa è insostenibile a lungo termine». «Lavoreremo perché sia un taglio alla spesa e non ai servizi - afferma Paolo Russo, parlamentare Pdl - non si può superare il limite della tollerabilità. Vorrà dire che è meglio che aumenti di un punto percentuale l'Iva anche se non è un bel segnale, piuttosto che sacrificare i servizi alle persone nel Mezzogiorno». «Tutto quello che può ridurre spreco di denaro pubblico è importante e utile - precisa Tino Iannuzzi, deputato Pd - ma il livello delle prestazioni va salvaguardato, la sanità, l'assistenza sociale, gli enti locali. Disapprovo del tutto il taglio del decreto Severino che pensa di risparmiare riducendo tribunali, presidi di legalità». Sempre più incerto il destino delle Province, destinate a scomparire con un calcolo di proporzione tra popolazione e di estensione, entro il 2014. Il presidente della Provincia Luigi Cesaro accoglie con favore la probabilità della trasformazione di Napoli in città metropolitana. Furioso, invece, Aniello Cimitile, presidente della Provincia di Benevento. «Siamo di fronte a un provvedimento infondato - sottolinea - Contabilità da 4 soldi, non un provvedimento del fine economista Mario Monti. Un taglio brutale che metterà in ginocchio il terziario, le imprese, i servizi, si ripercuoterà sull'occupazione. Ma la Regione dov'è? Ce l'hanno un piano per le Province?».

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