La società Ntv pubblica sui quotidiani una pagina di pubblicità-denuncia contro lo stato delle stazioni romane Tiburtina e Ostiense: "Così si mortificano crescita e viaggiatori". Ma Rfi replica: "E' falso, valutiamo azioni per tutelarci"
Tiburtina e Ostiense. Eccole le "cartoline della capitale d'Italia" con cui il paese "mortifica crescita, concorrenza e viaggiatori". L'abbandono da un lato e l'umiliazione dei passeggeri dall'altro. "Dettagli", si fa per dire, che "forse sfuggono all'attenzione del governo". Così, per rinfrescare il ricordo, la Ntv, la società del Nuovo trasporto pubblico fondata nel 2006, presieduta da Luca Cordero di Montezemolo e di cui fa parte anche Diego Della Valle, ha deciso di acquistare una pubblicità a tutta pagina su vari quotidiani e di scrivere al premier Mario Monti una lettera aperta. Un attacco che colpisce da una parte Roma, la quale porta addosso come un marchio i segni di queste due "ferite" per la mobilità nazionale, dall'altra proprio l'esecutivo "attento alle ragioni della crescita" da cui ci si sarebbe attesi "il pronto, immediato intervento", e infine le Ferrovie.
"Signor presidente del Consiglio - scrive Montezemolo - da anni lei non dimentica di rilevare, giustamente, il ruolo cruciale per lo sviluppo del Paese di una sana, equa, trasparente concorrenza. Eppure, al suo governo sfugge, forse, lo stato di 'abbandono' della stazione Tiburtina". La nuova avveneristica struttura progettata per l'Alta velocità inaugurata per ben due volte (la prima alla presenza dell'allora premier Silvio Berlusconi
e poi ancora nel novembre scorso con il capo dello stato Giorgio Napolitano) e che avrebbe dovuto ospitare 300mila viaggiatori al giorno dopo essere "costata ai contribuenti italiani 300milioni di euro", è tutt'ora un deserto.
"A quasi un anno dall'ultima cerimonia - racconta la lettera pubblica - nella stazione scelta dai nuovi treni Italo non esistono ancora indicazioni per i viaggiatori, bar, librerie, edicole, ristoranti, negozi, segnaletica, parcheggi, viabilità, mentre il degrado rischia già di corrompere parte della struttura". Serrande abbassate, piastre fantasma, corridoi desolati, turisti solitari, nessun percorso tracciato: sono gli impietosi fermo-immagine che accompagnano il testo. Uno schiaffo in faccia ad anni di lavori e investimenti.
Poi c'è l'Air Terminal Ostiense. "Lì, ne avrà sentito parlare - prosegue Montezemolo - una ridicola gabbia imprigiona i viaggiatori, costringendoli a un'assurda e insicura gimkana per raggiungere i binari". La cancellata "è una ferita ancora aperta all'immagine dell'Italia".
"E' questo - conclude lo sfogo - lo spettacolo e il servizio che vogliamo offrire ai cittadini italiani e ai tanti turisti che vengono a visitare il nostro Paese e portano ricchezza?". E infine, "è questa l'accoglienza che riserviamo a un'impresa che in un periodo di profonda crisi dà un segnale di fiducia al Paese, investe risorse private e crea sviluppo e occupazione?". Senza il contenitore, enormi esempi di abbandono e degrado, sembra insomma dire Montezemolo, il contenuto, ovvero l'Italo ad alta velocità, serve a ben poco.
Rfi. Arriva a stretto giro di posta la replica di Rfi, che ritiene "falso dichiarare che la stazione Tiburtina sia costata ai contribuenti 300 milioni. Come noto, dichiarato e pubblicato ampiamente dai media, la nuova stazione ponte, per la parte commerciale e di servizi alla clientela, è costata circa 140 milioni di euro, interamente coperti da un'operazione di project financing. Pertanto, neppure un euro è stato sborsato dai contribuenti per la realizzazione della stazione".
"Come forse noto anche agli azionisti di Ntv - prosegue Rfi - nessun locale, immobile e, segnatamente, nessuna stazione nasce con spazi commerciali già operativi. Alla fine di novembre dello scorso anno, l'edificio di stazione è stato ultimato e quindi inaugurato. La gara lanciata da Rfi per l'individuazione del soggetto deputato alla gestione della stazione si è conclusa con l'assegnazione dell'incarico a Grandi Stazioni che sta entrando in questi giorni nella gestione operativa e commerciale. Una tempistica fisiologica. Fin dall'inaugurazione della nuova stazione, inoltre, sono garantiti tutti i servizi ferroviari ai viaggiatori che la utilizzano.
"Relativamente alla 'gabbia' di Ostiense, stupisce la sorpresa e la denuncia di Ntv: la cancellata è sempre esistita; quando Ntv ancora non esisteva, l'immobile fu venduto da Rfi ai privati con la cancellata presente sul contratto per ragioni di sicurezza; e Ntv, quando ha liberamente scelto di prenderla in subaffitto, doveva saper quali erano i vincoli che soggiacevano sulla proprietà. E' quindi l'ennesima strumentalizzazione di un dato volutamente riportato in maniera distorta per ingenerare nell'opinione pubblica una rappresentazione della realtà del tutto falsa. Per queste ragioni - conclude Rfi - sta valutando ogni più opportuna iniziativa a tutela della propria immagine e della correttezza del proprio operato".
L'architetto. "Il primo a vedere con dolore che la stazione Tiburtina non funziona come dovrebbe è il progettista e quindi io". Ad affermarlo è l'architetto Paolo Desideri. "Certo - continua - non è come fare il trasloco di casa ma qui c'è l'endemica difficoltà italiana a pianificare alcunché".
Desideri, affermando che "trasferire le attività e le funzionalità della principale stazione d'Italia non è esattamente come fare un trasloco di casa", sottolinea anche "l'intreccio di responsabilità ed attori istituzionali che non sempre agevolano e velocizzano le decisioni. Innanzitutto vorrei precisare che l'inaugurazione è avvenuta non due anni fa ma a dicembre 2011 quindi sei mesi fa. Oltre alla realtà dello spazio fisico ce ne è una immateriale, ma non meno reale, fatta di attori istituzionali che non sempre sono d'accordo tra di loro. Il grande atrio con la stele a Cavour, ad esempio ha davanti una strada che rappresenta una incoerenza urbanistica: quel pezzo di tangenziale la deve demolire il Comune".
Desideri parla di "tempi tecnici necessari. Inoltre da un punto di vista commerciale bisogna incardinare i vecchi esercizi che avevano contratti con la vecchia stazione Tiburtina: sono soggetti privati e hanno un loro allestitore che sta portando a termine il lavoro. La parte che doveva fare Rfi è stata fatta - aggiunge - e continua ad essere fatta, come testimoniano le riunioni a cui partecipo. Ora restano i soggetti terzi".
L'architetto annuncia che "presto ripartiranno i lavori della piazza Ipogea; adesso che le biglietterie potranno essere ricollocate all'interno così come le funzioni commerciali, la piazza avrà un diverso assetto. Capisco la delusione di tanti - conclude - ma vorrei far capire a tutti che parliamo di operazioni complesse".