Insieme alla manovra Berlusconi, 8 miliardi in meno
ROMA Saranno circa 7.000 i posti letto che dovranno essere eliminati nella sanità pubblica a partire dal 2013. E sono quasi 8 miliardi di trasferimenti dallo Stato alle Regioni, da qui al 2014, che verranno a mancare sommando gli interventi di questo e del precedente governo. Sono queste le cifre presentate ieri dal ministro della Salute Renato Balduzzi che è andato a difendere il decreto di revisione della spesa pubblica nel quartier generale del Pd di fronte a Pier Luigi Bersani e al presidente della Conferenza Regioni (e dell’Emilia Romagna) Vasco Errani. La stima sui posti letto da ridurre nel settore pubblico (si dovrà scendere da 4,2 a 3,7 per mille abitanti) coincide con la cifra di 17-18 mila letti da tagliare in totale. Almeno il 40% dovrà venire da «strutture complesse» pubbliche mentre il 60% potrà venire da cliniche e reparti privati accreditati.Non è l’unico parametro da migliorare. Dovrà infatti scendere da 180 a 160 l’indice di ospedalizzazione per mille abitanti. Quindi meno ricoveri ingiustificati e più day hospital e ambulatorio.
A Errani che invitava il governo «a cambiare approccio altrimenti il sistema non reggerà già forse nel 2012 e certamente nel 2013», Balduzzi ha replicato che il decreto comporterà «un definanziamento di 7,9 miliardi sommando gli effetti della spending review e della manovra estiva 2011. Nel 2013 ci saranno 4,3 miliardi in meno, nel 2014 2,7 miliardi in meno e 900 milioni per l’ultimo semestre di quest’anno. Ma non si può parlare tecnicamente di tagli. Siamo andati a verificare più da vicino la spesa sanitaria ha aggiunto quando si è deciso di inserirla nella spendig review: e non sono invenzioni del governo gli scostamenti sulle forniture tra una regione e l’altra. Differenziali non rispetto al prezzo minimo né a quello medio, ma alla linea mediana dei prezzi regionali».
Balduzzi è partito dai farmaci. Ha spiegato che «l’aumento degli sconti chiesto a industrie e farmacie non diminuisce le prestazioni ai cittadini nè riduce i trasferimenti alle Regioni: nel 2012 l’abbassamento deciso per la spesa farmaceutica territoriale corrisponde all’aumento dello sconto chiesto ai farmacisti». La rimodulazione dei tetti per il 2013 e 2014, ha proseguito, punta ad aggredire la spesa per farmaci inappropriata. «Se non ci sarà una maggiore virtuosità, il costo dello sforamento sarà coperto dalla filiera (farmacie, grossisti, imprese)». Per la spesa ospedaliera vi è invece una responsabilizzazione delle industrie al 50%. «Le Regioni ha sottolineato finora sopportavano l’intero carico dello sfondamento. Il vantaggio economico, sebbene sia difficile calcolarlo, è stimabile in circa 1 miliardo, una cifra superiore al definanziamento di 900 milioni».
Ma la vera sfida, ha sostenuto il ministro, è il taglio del 5% sugli acquisti di beni e servizi non sanitari. «Ha una logica automatica ma a monte c’è la mappatura di 54 settori merceologici, Asl per Asl. E’ la prima volta che si fa. Impone la necessità di una razionalizzazione ma solo per i sei mesi del 2012 perché nel 2013 la norma si aggancia con il nuovo sistema dei prezzi di riferimento. Già oggi si può utilizzare su un paniere di 2,5 miliardi di spesa, tra un mese si arriverà a 7 miliardi e progressivamente si estenderà all’intero valore degli acquisti. Per la prima volta potremmo disporre di indicatori veri e non ci saranno più alibi».
«Con questa spending review in modo obiettivo possiamo dire che molte Regioni, a partire dall'Emilia-Romagna, non potranno raggiungere il pareggio di bilancio», ha contestato Errani. «Io ha aggiunto non farò il commissario. Se il percorso sarà unilaterale, venga il governo» a gestire la situazione.
Il match finisce con una mano tesa: «Le Regioni virtuose dice il ministro non saranno colpite. Anzi abbiamo previsto un premio dello 0,25% con una quota di riparto a monte sul Fondo sanitario nazionale. Da domani sono a disposizione con uffici e staff del ministero per discutere delle modifiche alle misure, a saldi invariati. Il Patto per la Salute con lei conclude Balduzzi rivolto a Errani lo vorrei proprio fare. E se ci riuscissi sarebbe la cosa più bella del mio mandato».