PESCARA La privatizzazione dell'aeroporto d'Abruzzo non decolla, ma il fronte del no inizia a incrinarsi. Berardo Rabbuffo, capogruppo regionale di Fli, ha presentato una proposta di legge per cedere ai privati le quote azionarie della Saga detenute dalla Regione. Una fetta pari al 41,3% del capitale societario. La discussione, nella IV commissione consiliare, era in programma per ieri, ma è stata rinviata. Nel frattempo il piano per porre fine alla gestione pubblica dello scalo continua a far discutere. Se Pdl e Pd fanno muro, l'Idv lancia segnali di apertura, e Rabbuffo assicura che altri esponenti di maggioranza e opposizione sono pronti ad appoggiare il provvedimento: «Ho parlato con diversi colleghi, che si sono mostrati molto interessati, consapevoli che la privatizzazione della Saga è l'unica strada per salvare l'aeroporto e che non è giusto continuare a utilizzare i soldi dei cittadini per finanziare carrozzoni burocratici». Il capogruppo di Fli boccia le ultime gestioni. «Anche quest’anno i conti sono in rosso e i 4 milioni di euro spesi dalla Regione si sono rivelati insufficienti a coprire i 5,5 milioni del piano marketing - dice Rabbuffo -. Il pareggio di bilancio verrebbe raggiunto con un traffico di almeno un milione di passeggeri, mentre noi siamo ancora fermi a 500 mila, nonostante la Saga paghi le compagnie per atterrare in Abruzzo». E' il caso di Ryanair, che proprio in questi giorni festeggia il terzo anniversario dei collegamenti da Pescara a Cagliari e Orio al Serio, offrendo voli a partire da 13 euro: «La compagnia irlandese riceve 6 euro a passeggero, che diventano 7 euro quando si supera la soglia dei 400 mila trasportati». L'idea è quella di risparmiare risorse pubbliche, liberando il Cda da nomine che hanno scarsa attinenza con il settore e rilanciando lo scalo attraverso gruppi imprenditoriali capaci di stare sul mercato. «La strategia del Governo mira a consolidare i grandi hub, a potenziare gli scali intermedi e a cancellare i piccoli aeroporti - osserva il consigliere regionale -. Senza un cambio di marcia, nel segno dell'efficienza, Pescara è a rischio chiusura. Dunque - si chiede Rabbuffo - perché non seguire gli esempi di Rimini, Ancona e Forlì, che in mano ai privati funzionano meglio?». Secondo i maligni, dietro alla battaglia per la privatizzazione della Saga si celano gli interessi del gruppo Toto, attivo nel settore con AirOne. Il fatto che la proposta arrivi da Fli, il cui coordinatore regionale è proprio Daniele Toto, alimenta i sospetti. «Magari i Toto fossero interessati, sono certo che farebbero funzionare al meglio l'aeroporto - ribatte Rabbuffo -. Ma la nostra proposta non mira a favorire alcun gruppo, e le quote verrebbero cedute attraverso una gara aperta e trasparente». Di tutt'altro avviso l'assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra. «La parola privatizzare nel mio vocabolario non esiste - afferma -. La maggioranza è compatta sulla stessa posizione e la Regione non dismetterà alcunché». Morra non chiude la porta ai privati («Siamo aperti al loro contributo»), ma tira fuori gli artigli nel rivendicare i progressi compiuti: «Gli utenti sono soddisfatti, abbiamo 110 mila passeggeri in più rispetto allo scorso anno e l'offerta delle rotte viene continuamente ampliata». Resta il problema del passivo di bilancio. «Un piccolo disavanzo - minimizza l'assessore - legato ad alcune gestioni ereditate dal passato». Tra i due fuochi il presidente Saga, Lucio Laureti, fa sapere di non essere interessato «a voli pindarici».