Prima i sit-in di protesta di più di duecento lavoratori del Cstp, che prima vanno in corteo, poi bloccano le strade mettendo i bus di traverso e presidiano i punti cruciali della città; quindi una riunione fiume tra politici, liquidatori e sindacati, che si chiude a tarda sera praticamente con un nulla di fatto, mentre la nave dell'ex consorzio sembra avviata verso gli scogli, in un film dalla trama sempre più simile a quella dell'ex Acms di Caserta, salvo - per il momento - il finale del fallimento. All'uscita della sede del Cstp, a fine riunione, i dipendenti risparmiano l'assessore comunale Luca Cascone e hanno pronti pomodori e albicocche da lanciare contro l'ex presidente Mario Santocchio, oggi capo dei liquidatori, che però riesce a evitare la pioggia di frutta e ortaggi. Anche oggi il servizio di trasporto pubblico resta bloccato, mentre si continua a navigare a vista, come ormai accade da mesi. E se salvare il Cstp sembra impresa disperata, si punta almeno a provare a salvare i 603 dipendenti, per i quali le lettere di licenziamento sono già pronte a partire da tempo. Così il Comune di Salerno si impegna a ritirare la propria idea di trasporto comunale, per unirsi alla Provincia in una manifestazione di interesse comune, per trovare insieme un privato che garantisca la prosecuzione dei servizi minimi fino a fine anno, quando ci saranno le nuove gare di affidamento del trasporto pubblico locale. I sindacati chiedono la salvaguardia dei livelli occupazionali, il ritiro delle lettere di licenziamento e l'unità aziendale, cercando di scacciare il fantasma del cosiddetto «spezzatino». Al più presto ci si impegna ad avviare i contatti con grosse aziende del settore, sapendo in partenza che l'ok delle imprese che verranno contattate è tutt'altro che scontato. La rosa comprende tre grandi nomi, Sita Sud, Arriva e Ferrovie Nord: tra loro si spera di trovare l'azienda che salverà il posto di lavoro di oltre seicento persone. Ma la missione è davvero ardua. Oggi è in programma anche una nuova riunione tra i liquidatori, che potrebbe portare - questa è la speranza dei dipendenti - al ritiro delle 603 lettere di licenziamento. Domani dovrebbe essere il turno di una riunione - chiesta ad horas al prefetto Gerarda Maria Pantalone - dei ventuno soci del Cstp, ai quali i lavoratori chiedono di mettere mano al portafoglio. L'idea, infatti, è quella di formare un fondo straordinario di circa due milioni (dalla Provincia 500mila euro, dal Comune di Salerno 200mila), con il quale garantire la sopravvivenza, ovvero la prosecuzione del servizio, almeno fino al 23 ottobre. In quella data è prevista l'udienza al Consiglio di Stato, durante la quale il commissario ad acta Adele Caldarelli dovrà quantificare la cifra dovuta dalla Regione al Cstp, nella vertenza che li oppone. Il Cstp chiede compensazioni per gli svantaggi economici (dovuti agli obblighi di esercizio, tariffario e di trasporto) dal '97 al 2002, individuati in 15.545.946 euro o «la diversa somma che fosse determinata in corso di causa». Prima ancora di decollare, infatti, l'ipotesi di una transazione con la Regione è stata già stroncata a Napoli. Il fondo straordinario dovrà servire per l'acquisto di carburante: la cifra non garantisce il pagamento degli stipendi, l'ultima mensilità ricevuta resta quella di maggio e rischia di rimanerlo molto a lungo. Intanto in mattinata la protesta dei lavoratori era esplosa ancora una volta per le vie di Salerno, con un corteo partito alle 10 da piazza Vittorio Veneto e che ha toccato Comune - dove c'è stato un tentativo di forzare il blocco all'ingresso - Provincia e Tribunale, prima di concludersi in piazza Matteo Luciani, sotto la sede aziendale. Nella tappa davanti a palazzo di giustizia i dipendenti del Cstp hanno anche chiesto a gran voce l'apertura di un fascicolo, da parte della magistratura, su tutta la complessa vicenda dell'ex Atacs. Nel primo pomeriggio, proprio nei pressi di piazza Luciani, è stato sistemato di traverso sulla strada un bus snodato da diciotto metri, che di fatto ha paralizzato la circolazione. In serata, dopo la riunione fiume, assemblea dei lavoratori del Cstp al deposito di Fuorni. In programma proteste anche per oggi: annunciati nuovi blocchi stradali.