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Pescara, 15/06/2026
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Data: 11/07/2012
Testata giornalistica: Il Centro
A casa 110 precari uffici bloccati e maxi code di ore. La Provincia va ko senza i dipendenti di Teramo Lavoro i sindacati lanciano l’ultimo appello a Catarra

TERAMO Ultima chiamata per i dipendenti della società in-house della Provincia Teramo Lavoro: dal 1° luglio i 110 lavoratori sono tornati a casa in attesa del rinnovo dei contratti ma nel frattempo l'ente arranca e fa fatica a coprire tutti i settori e i servizi gestiti fino a pochi giorni fa da questi dipendenti. «Non c'è più tempo, i lavoratori devono tornare prima possibile ai loro posti o i servizi dell'ente rischiano il collasso»: questo il cuore dell'appello lanciato ieri dai sindacati - Fp Cgil e Cisl - che hanno richiesto un incontro urgente al presidente Valter Catarra e alla dirigenza dell'in-house per chiedere di sbloccare la situazione e dare seguito all'accordo sindacale che prevede il proseguimento per altri 12 mesi di tutti i rapporti di lavoro. I DISAGI. Mentre si attende l'incontro delle parti, che potrebbe avvenire già oggi o al massimo domani, i servizi dell'ente vivono giorni di grande affanno e i cittadini ne subiscono i disagi. Lunghe code agli sportelli, uffici chiusi e servizi aperti a metà: queste le principali conseguenze che ieri hanno toccato con mano soprattutto gli utenti dei centri per l'impiego di Teramo. Qui i problemi si verificano da giorni nonostante i rinforzi mandati dall'ente per tamponare la situazione. «Nel mio paese saremo poveri ma almeno i servizi funzionano» così un’utente romena ha commentato ironicamente le lunghe code che si sono formate per tutta la giornata fuori dal centro per l'impiego di via D'Annunzio. Sono state tante le persone che, dopo aver preso il proprio numero ed essere rimaste in attesa per ore, sono state costrette a tornare nel pomeriggio: alcune di queste aspettavano il proprio turno addirittura dal giorno precedente. I SETTORI IN AFFANNO. Ma il problema non è solo dei servizi per l'impiego, dove di solito lavora oltre la metà dei dipendenti della Teramo lavoro e dove attualmente rimangono scoperti servizi come quello di mediazione culturale, di creazione d'impresa o di incrocio tra domanda e offerta di lavoro. A soffrire, come ben documentato dai sindacati, sono anche gli altri uffici dell'ente: il servizio gestione ruoli, quello concessioni - Cosap, quello che autorizza feste patronali e sagre, ma anche i servizi attinenti la gestione dei rifiuti e la caccia, alcuni servizi della biblioteca, di supporto tecnico informatico all'ente e alla ragioneria oltre che gli uffici del turismo e lo sportello Informagiovani, rimasto chiuso anche durante i giorni della Coppa Interamnia. I SINDACATI. La situazione secondo Cgil e Cisl è di assoluta emergenza, «bisogna porre rimedio» hanno spiegato «lo sforzo da parte di tutti per arrivare all'accordo sindacale è stato esemplare e deve essere portato avanti con determinazione per il bene dei cittadini teramani e per i lavoratori». PARLA CATARRA. «Da parte nostra c'è tutta la volontà politica di portare avanti le assunzioni dei lavoratori dell'in-house» ha spiegato ieri il presidente Catarra «vogliamo tener fede all'impegno preso con i sindacati e i vari settori stanno lavorando per preparare la documentazione necessaria, non abbiamo intenzione di tirarci indietro anche se ci preoccupa e pesa tutta la situazione di incertezza e le ipotesi di tagli e accorpamenti che sta facendo il governo. Venerdì prossimo ne sapremo di più visto che il decreto arriverà al Consiglio delle autonomie ma tra agosto e settembre potrebbero esserci già i primi trasferimenti di funzioni, come quello dei servizi per l'impiego alle Regioni e la questione si complicherebbe»

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