«È impensabile che la Puglia, ma in particolar modo la provincia di Taranto, possano essere tagliati fuori dalle grandi linee di collegamento ferroviario». Lo dice il capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, Luciano Santoro, a valle dell'i n c o n t ro dei giorni scorsi tra il ministro della Coesione terrioriale, Fabrizio Barca e l'assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini. «È un risultato il riconoscimento - spiega Santoro - dei problemi del trasporto ferroviario sul territorio, problemi fino a ieri misconosciuti da Roma, ma che ora non può che tradursi in u n'azione di riequilibrio e sostanziale correzione dei calendari attuali di Trenitalia. Le scelte aziendali della società di trasporti ferroviari partecipata dallo Stato non possono infatti ignorare le istanze di trasporto e mobilità del territorio, ma ancora di più non possono suonare in netta contrapposizione con le scelte politiche nazionali di valorizzazione del porto hub del Mediterraneo: la vera porta a Sud nell'Europa che priva di collegamenti ferroviari e aerei dignitosi, rischia di sembrare una scelta schizofrenica e non ragionata da parte del nostro paese. Ora si attende dunque l'aggior namento del contratto di servizio di Trenitalia. Quelle clausole scadono nel 2014 e fino ad allora - dice Santoro - bisognerà lavorare per garantire una "cor re zione" anche con risorse aggiuntive che il territorio unito dovrà rivendicare».